Sondaggi 2026, Vannacci boom, Fratelli d’Italia arretra, calo PD, sale M5S

Sondaggi politici, Futuro Nazionale sale al 5,9% mentre Fratelli d’Italia perde terreno e il campo largo supera il centrodestra.

I nuovi sondaggi politici registrano un cambio negli equilibri tra le principali forze italiane, con il centrodestra in arretramento e Fratelli d’Italia protagonista del calo più significativo dall’inizio del governo guidato da Giorgia Meloni. La nuova Supermedia YouTrend fotografa una fase delicata per la maggioranza, reduce da settimane segnate da dossier internazionali, tensioni politiche interne e difficoltà nella gestione del consenso. A crescere con maggiore forza è Futuro Nazionale, il partito legato a Roberto Vannacci, che raggiunge il 5,9% e conferma una dinamica in ascesa nell’area della destra identitaria.

Sondaggi politici, Vannacci sale e Fratelli d’Italia scende

Il dato più rilevante della rilevazione riguarda proprio Futuro Nazionale, che guadagna un punto in appena due settimane e arriva al 5,9%. La crescita del partito di Roberto Vannacci indica uno spostamento di una parte dell’elettorato sovranista verso una proposta più marcata sul piano identitario, con effetti sempre più visibili sugli equilibri della coalizione di governo.

A perdere terreno non è soltanto la Lega, già in difficoltà negli ultimi mesi. Questa volta il contraccolpo riguarda soprattutto Fratelli d’Italia, che lascia sul campo 0,6 punti e scende al 27,6%. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni resta comunque la prima forza politica del Paese, ma il calo assume un peso politico perché arriva nel momento in cui alla sua destra si consolida una nuova area di consenso.

La Lega di Matteo Salvini arretra al 6,2%, confermando una fase complicata. Forza Italia, invece, resta stabile al 7,9% e mantiene il ruolo di secondo partito della maggioranza. Nel complesso, però, il centrodestra perde forza e scende al 42,8%, il livello più basso registrato dalla Supermedia dalla fine delle elezioni politiche del 2022.

Movimento 5 Stelle in ripresa, Partito democratico in calo

Sul fronte delle opposizioni, il dato più positivo riguarda il Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Giuseppe Conte guadagna 0,7 punti e sale al 13,4%, rafforzando il proprio peso nel campo alternativo alla maggioranza. La crescita arriva in una fase in cui Conte insiste su temi sociali, lavoro, sanità, salari e costo della vita, provando a distinguersi sia dal governo sia dagli altri partiti dell’opposizione.

In calo, invece, il Partito democratico, che perde 0,4 punti e si attesta al 21,3%. Il dato non compromette il ruolo centrale del partito nell’area progressista, ma segnala una difficoltà nel capitalizzare pienamente la frenata del centrodestra.

Alleanza Verdi-Sinistra raggiunge il 6,3%, confermandosi sopra la Lega. Più indietro restano Azione di Carlo Calenda, stabile al 3%, Italia Viva di Matteo Renzi al 2,3%, mentre +Europa sale all’1,5%.

Campo largo avanti di due punti sul centrodestra

La somma dei dati delle singole liste produce un effetto significativo sui rapporti tra coalizioni. Il centrodestra scende al 42,8%, mentre il campo largo sale al 44,8% e porta il vantaggio a due punti. Il recupero dell’area di opposizione è legato soprattutto alla crescita del Movimento 5 Stelle, che compensa il calo del Partito democratico e consente alla coalizione alternativa di superare la maggioranza nelle intenzioni di voto.

Il nodo politico resta però la costruzione di un’alleanza realmente unitaria. I numeri indicano che una possibile convergenza tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e le altre forze di opposizione potrebbe oggi competere con il centrodestra, ma le distanze programmatiche e strategiche restano evidenti.

Per Giorgia Meloni, il segnale più delicato arriva dalla destra. La crescita di Roberto Vannacci non mette in discussione nell’immediato la leadership di Fratelli d’Italia, ma apre una questione politica dentro l’elettorato della maggioranza: una parte del consenso sembra cercare un’offerta più radicale, mentre il governo deve difendere il proprio spazio centrale senza perdere terreno verso i nuovi competitori.

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