Bompiani: “Lo scafista è un povero migrante”. Bignami la gela: “Allora prendilo a casa tua”

Scontro sugli scafisti dopo le parole di Ginevra Bompiani a L’aria che tira: dura replica di Galeazzo Bignami.

Lo scontro sugli scafisti arriva fino alla politica dopo l’intervento di Ginevra Bompiani a L’aria che tira, su La7. La scrittrice e intellettuale ha definito lo scafista “un povero migrante” costretto dai trafficanti a guidare le imbarcazioni, provocando la reazione in studio di David Parenzo e degli ospiti presenti. A distanza di alcuni giorni è arrivata anche la replica di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che ha contestato duramente quella lettura e ha rilanciato il tema della responsabilità penale di chi conduce i barconi verso l’Italia.

Scafisti, la replica di Bignami a Bompiani

Galeazzo Bignami ha respinto in modo netto la ricostruzione proposta da Ginevra Bompiani, sostenendo che chi guida le imbarcazioni non possa essere presentato come una semplice vittima del sistema migratorio.

Il deputato di Fratelli d’Italia ha replicato così: “No, no, lo scafista non è un povero migrante – replica idealmente il deputato di FdI alla Bompiani -. Lo scafista è un criminale, complice dei trafficanti di esseri umani che fanno entrare legalmente in Italia delle persone violando le nostre leggi nazionali. A ogni modo, se lo ritieni così povero, puoi sempre prenderlo a casa tua”.

Il messaggio politico è stato accompagnato da un attacco ancora più diretto nei confronti di chi, secondo Bignami, minimizza il ruolo degli scafisti nei viaggi organizzati dai trafficanti. In calce al video, il capogruppo di FdI ha aggiunto: “Ma questi professoroni benpensanti perché non accolgono a casa loro qualche clandestino anziché dire queste follie?”.

La polemica si inserisce nel confronto, sempre molto acceso, sull’immigrazione, sui flussi irregolari e sulla distinzione tra migranti, trafficanti e persone accusate di condurre materialmente le imbarcazioni.

Le parole di Bompiani a L’aria che tira

Durante la trasmissione condotta da David Parenzo, Ginevra Bompiani aveva contestato l’impostazione del centrodestra sul tema migratorio, sostenendo una visione opposta rispetto a quella del governo e della maggioranza.

La scrittrice aveva affermato: “L’emigrazione non è un fastidio che ci capita, è il nostro mondo. Il nostro mondo è un mondo misto che sarà sempre più misto per via delle politiche europee”.

Il passaggio più contestato è arrivato quando Parenzo ha richiamato il profilo penale della condotta degli scafisti, chiedendo: “Se lei mi dice questo… Lo scafista ha commesso un reato, no?”.

A quel punto Bompiani ha risposto: “Ma qual è il reato? Salvare la vita di poveri disgraziati?”. Una frase che ha provocato reazioni immediate nello studio, dove erano presenti anche Francesco Giubilei e l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

La saggista ha poi aggiunto: “Non esiste l’immigrazione regolare o irregolare, quello dipende da noi, non da loro. Se loro potessero, sarebbero tutti regolari. Informatevi e cercate di far rimanere nelle vostre testoline qualche notizia”.

Immigrazione e scontro politico

Le dichiarazioni di Bompiani hanno riaperto il confronto tra due impostazioni radicalmente diverse. Da una parte chi legge il fenomeno migratorio come effetto di condizioni di necessità e di un sistema internazionale che spinge migliaia di persone a partire. Dall’altra chi, come Bignami e Fratelli d’Italia, insiste sulla distinzione tra migranti e soggetti ritenuti parte della rete criminale che organizza o facilita gli ingressi irregolari.

Per il centrodestra, lo scafista non può essere derubricato a figura marginale o inconsapevole, perché chi conduce un’imbarcazione carica di persone verso le coste italiane assume un ruolo concreto nella violazione delle norme e nell’attività dei trafficanti. Per Bignami, la definizione usata da Bompiani finisce quindi per oscurare la responsabilità di chi partecipa a un sistema che mette a rischio vite umane e sfida le leggi nazionali.

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