Mascherine e 100 milioni, Cerno smonta Conte, “Non cerca la verità, cerca un alibi”

Tommaso Cerno accusa Conte e la sinistra sul Covid: al centro lo scontro sui 100 milioni e la commissione d’inchiesta.

Tommaso Cerno attacca Giuseppe Conte e la sinistra sulla gestione dell’emergenza Covid, collegando il caso dei 100 milioni di risarcimento alla battaglia politica sulla commissione d’inchiesta. Il punto centrale, secondo il direttore, è il tentativo dell’ex premier e del centrosinistra di spostare l’attenzione dalle responsabilità maturate durante la pandemia al governo di Giorgia Meloni, trasformando una vicenda giudiziaria e amministrativa in terreno di scontro elettorale.

Conte e il Covid, l’affondo di Tommaso Cerno

Per Tommaso Cerno, il comportamento di Giuseppe Conte davanti alle domande sulla gestione del Covid rappresenta un segnale politico preciso. “Il giochetto di Giuseppe Conte per sfuggire alle domande sul Covid è la prova che la sinistra non vuole la verità sulla pandemia”, afferma, puntando il dito contro una strategia che, a suo giudizio, mira a evitare un chiarimento sulle scelte compiute nella fase più delicata dell’emergenza sanitaria.

Nel mirino finisce anche il caso dei 100 milioni di euro, presentato dalla sinistra come una responsabilità dell’attuale esecutivo. Per Cerno, invece, quella cifra sarebbe l’effetto di un problema nato negli anni del governo Conte, durante la stagione commissariale e nella gestione degli acquisti di mascherine.

Secondo questa lettura, il centrosinistra starebbe cercando di trasformare una conseguenza amministrativa in un’accusa politica contro Giorgia Meloni, con l’obiettivo di preparare il terreno alla prossima campagna elettorale. “Il caso dei 100 milioni di risarcimento è la grande bugia di chi, usando una legge salva-Palazzo, tenta di scaricare sul governo un disastro targato centrosinistra”, sostiene Cerno.

Il caso dei 100 milioni e la gestione delle mascherine

Al centro dello scontro c’è la vicenda legata alla JC Electronics di Dario Bianchi, coinvolta nel contenzioso sulle forniture di dispositivi durante l’emergenza Covid. Per Cerno, la sinistra avrebbe scelto di concentrare l’attenzione sul pagamento del risarcimento, evitando però di affrontare il nodo originario: la gestione commissariale delle mascherine.

Il passaggio più duro riguarda proprio le responsabilità politiche della stagione dell’emergenza. “La gestione della stagione commissariale quella delle mascherine comprate male, pagate peggio e oggi difese peggio ancora è finita con una sentenza che condanna lo Stato”, afferma Cerno, riassumendo così il senso della sua accusa.

La conseguenza, secondo il direttore, è chiara: “Traduzione: qualcuno ha pasticciato, ed erano loro, e il conto lo paghiamo noi”. Una somma che, nella sua ricostruzione, sarebbe stata ridotta del 69% grazie all’intervento della Ragioneria dello Stato, ma che resta comunque il risultato di una falla aperta in precedenza.

Da qui la critica alla narrazione della sinistra: “Ma anziché guardare il disastro negli occhi, ecco il trucco: «È colpa del governo che ha pagato»”. Per Cerno, il risarcimento non sarebbe quindi un favore politico, ma il tentativo di contenere un danno economico più ampio.

La cena da 800 euro e l’accusa alla sinistra

Un altro punto riguarda il presunto legame tra Dario Bianchi e Fratelli d’Italia. La sinistra ha richiamato una cena di raccolta fondi del 2019 da 800 euro per sostenere l’esistenza di un rapporto politico. Cerno contesta questa impostazione, sottolineando che in quell’anno Bianchi non ricopriva ancora il ruolo di responsabile legale.

“La prova? Una cena di raccolta fondi nel 2019 da 800 euro. E fa niente se nel 2019 Bianchi non era neppure il responsabile legale”, osserva, criticando quella che considera una ricostruzione fragile e utile soltanto a spostare il confronto dal merito delle scelte compiute durante la pandemia.

Il giudizio finale è politico e investe direttamente il M5s, il Pd e l’area progressista. “Insomma la scatoletta di tonno scoperchiata dai vecchi 5 stelle tutti trasparenza e legalità non esiste più”, afferma Cerno, sostenendo che la commissione d’inchiesta stia facendo emergere ciò che il centrosinistra vorrebbe evitare.

“La verità è che la commissione d’inchiesta sul Covid sta facendo emergere ciò che temono: la mala gestione del governo Conte-Speranza. E la sinistra – oggi è chiaro – non cerca la verità, cerca un alibi”.

Lascia un commento