Milano, 55enne accoltellato al bar: Vannacci esplode contro sinistra e centrodestra, “Italiani sotto attacco degli immigrati”

Roberto Vannacci interviene sull’accoltellamento a Milano e rilancia la linea dura su immigrazione, cittadinanza e sicurezza.

Il caso dell’accoltellamento a Milano diventa terreno di scontro politico dopo le parole di Roberto Vannacci, che è intervenuto con dichiarazioni durissime collegando l’episodio al tema dell’immigrazione, della sicurezza e della cittadinanza agli stranieri. Il generale ed europarlamentare ha fatto riferimento a un fatto avvenuto “stamattina a Milano”, parlando di un “ventenne gambiano” e attaccando sia la sinistra sia una parte del centrodestra, accusati di non affrontare il problema con sufficiente fermezza.

Vannacci e l’accoltellamento a Milano

Nel suo intervento, Vannacci ha aperto con una frase diretta: “GAMBIANO ACCOLTELLA 55ENNE AL BAR.” Da qui ha costruito una lunga critica al clima politico e mediatico, sostenendo di essere oggetto di attacchi mentre, a suo dire, continuano episodi di violenza legati agli immigrati.

“Mentre sinistra e destra fanno a gara a chi mi attacca di più”, ha scritto Vannacci, aggiungendo: “Mentre nei talk show decine di benpensanti che nella vita non hanno fatto altro che sparare sentenze continuano a dire che la remigrazione è impossibile.”

Il generale ha poi puntato il dito contro il modo in cui alcuni episodi vengono raccontati: “Mentre giornalisti insulsi danno la colpa ai coltelli.” Subito dopo ha criticato la sinistra, accusandola di “chiamare italiano chi italiano non è”.

Nel passaggio successivo, Vannacci ha allargato il suo attacco alla politica estera e alla guerra in Ucraina: “Mentre ci raccontano che la minaccia viene dalla Russia e che dobbiamo regalare miliardi a Zelensky che combatte per noi.”

L’attacco alla cittadinanza agli stranieri

Uno dei passaggi più duri riguarda la proposta di concedere la cittadinanza agli stranieri, tema che negli ultimi mesi ha provocato tensioni anche dentro il centrodestra. Vannacci ha scritto: “Mentre qualcuno nel centrodestra si spertica per cercare di dare la cittadinanza agli stranieri, gli Italiani continuano a cadere sotto i colpi degli immigrati.”

Il generale ha poi descritto situazioni quotidiane che, secondo la sua lettura, dimostrerebbero la gravità del problema: “Mentre passeggiano, mentre sono al mercato o mentre sono al bar a bere un caffè come è successo stamattina a Milano, dove un ventenne GAMBIANO ha mostrato la cultura e le tradizioni del suo Paese.”

La dichiarazione più netta arriva subito dopo: “Può capitare a chiunque e in qualsiasi momento, siamo sotto attacco di immigrati e di islamici. Siamo invasi da chi ogni giorno uccide, stupra, rapina, ruba, scippa e si approfitta del nostro stato sociale.”

La risposta alle accuse: “Io non mi adeguo”

Nella parte finale del suo intervento, Roberto Vannacci ha richiamato le critiche ricevute negli ultimi mesi, respingendo le accuse di estremismo e rivendicando la propria linea politica. “Ma Vannacci esagera. Ma Vannacci è un estremista. Ma Vannacci è omofobo e xenofobo. Ma Vannacci non è compatibile.”

Il generale ha poi chiuso con una rivendicazione personale e politica: “No, io non mi adeguo. Io non mollo. Io non mi rassegno. Io non mi bevo le panzane che ci raccontano i media.”

L’ultimo passaggio è rivolto direttamente ai suoi sostenitori e richiama il tema della difesa dell’Italia e degli italiani: “Io voglio continuare a difendere l’Italia e gli italiani. Io voglio consegnare un’Italia migliore alle mie figlie. Io ho un sogno e vado lontano…Chi mi ama mi segua.”

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