Giuseppe Cruciani e Andrea Borello si affrontano dopo l’attacco a La Zanzara: accuse politiche, insulti e una nuova replica pubblica.
Lo scontro tra Giuseppe Cruciani e Andrea Borello è esploso dopo un video pubblicato sui social dal giovane esponente del Partito democratico piemontese, che ha attaccato duramente il conduttore de La Zanzara e il programma trasmesso da Radio 24. Alla risposta arrivata in radio, culminata in un insulto diretto, Borello ha replicato rivendicando la volontà di discutere sui contenuti e trasformando il confronto in una contrapposizione politica più ampia.
La polemica è iniziata nei giorni successivi alla partecipazione di Cruciani a una serata organizzata a Vicenza insieme a Roberto Vannacci, dedicata alla solidarietà nei confronti del gioielliere di Grinzane che, durante un inseguimento, uccise due rapinatori. Borello ha utilizzato quella presenza pubblica per contestare il percorso professionale e le posizioni del giornalista.
Nel filmato, che ha raccolto decine di migliaia di apprezzamenti, il giovane dirigente democratico ha definito senza mezzi termini La Zanzara “una porcheria”, accusando Cruciani di aver costruito la propria notorietà attraverso provocazioni rivolte soprattutto contro persone socialmente più fragili.
Cruciani e Borello, le accuse contro La Zanzara
L’attacco di Borello è stato particolarmente duro e ha coinvolto sia il passato professionale sia l’attuale collocazione pubblica del conduttore. “Cruciani ha iniziato la sua carriera da giornalista per il Partito democratico della sinistra ed è finito, molto meglio retribuito, a fare il bulletto dell’ultradestra”, ha dichiarato.
Il giovane esponente del Pd ha poi insistito sui compensi e sul tipo di messaggi veicolati durante il programma: “Facciamo guadagnare 15mila euro al mese a Cruciani, per cantare viva il duce”.
Secondo Borello, il conduttore utilizzerebbe un linguaggio aggressivo soprattutto contro chi ha meno possibilità di rispondere sullo stesso piano mediatico. “Fa il prepotente con i deboli, se la prende con migranti e omosessuali. Con tutto ciò che è diverso ma abbastanza povero da non poter reagire”.
L’intervento ha rapidamente ottenuto grande visibilità, trasformando un attacco politico in un confronto personale. La critica non ha riguardato soltanto lo stile de La Zanzara, ma anche il ruolo assunto da Cruciani nel dibattito pubblico e il rapporto tra provocazione, audience e responsabilità editoriale.
La scelta di Borello è stata quella di presentare Cruciani come il simbolo di una comunicazione capace di premiare il conflitto permanente, l’insulto e la spettacolarizzazione delle posizioni più radicali.
La replica di Cruciani: «Già si capisce tutto da come si presenta»
La risposta del giornalista non si è fatta attendere. Dai microfoni de La Zanzara, Cruciani ha accusato Borello di aver cercato notorietà utilizzando il suo nome e la popolarità della trasmissione.
“Già si capisce tutto da come si presenta: partigiano nell’era dei social”, ha affermato il conduttore dopo aver esaminato il profilo pubblico del giovane democratico.
Il commento si è poi trasformato in un attacco personale, chiuso con la parola “imbecille” rivolta direttamente a Borello. Una risposta che ha spostato il confronto ancora più lontano dai temi iniziali, concentrandolo sul tono utilizzato dai due protagonisti.
Cruciani non ha sviluppato una replica dettagliata alle accuse riguardanti migranti, omosessuali, retribuzione e collocazione politica. Ha preferito contestare l’identità pubblica del suo interlocutore e la presunta volontà di ottenere spazio sfruttando una polemica con un personaggio molto conosciuto.
La dinamica ricalca il linguaggio abituale della trasmissione di Radio 24, costruita su confronti duri, provocazioni e interventi spesso sopra le righe. In questo caso, però, il bersaglio non era un ascoltatore intervenuto telefonicamente, ma un esponente politico che aveva formulato un’accusa articolata attraverso un video pubblico.
Borello risponde all’insulto e presenta il suo programma politico
Dopo l’intervento radiofonico, Borello ha replicato sostenendo che l’insulto non fosse una risposta alle questioni sollevate. “Le persone si dividono in due categorie: chi parla nel merito, e chi insulta – replica il giovane del Pd – Alla seconda categoria di solito non si risponde nemmeno, anche perché tutto mi interessa fuorché ottenere visibilità attraverso La Zanzara – prosegue – Ma io appartengo alla prima categoria, quella di chi non ha nessun problema a rispondere sul merito”.
Il giovane dirigente ha quindi spostato il confronto su un terreno politico, elencando le priorità che ritiene centrali: contrasto alla crisi climatica, riduzione del precariato, lotta alle disuguaglianze e maggiore tutela delle persone più esposte alle difficoltà economiche e sociali.
La replica si è chiusa con una nuova provocazione: “Ma tu, Cruciani, di tutto ciò non avrai capito nulla”.
Lo scontro ha così assunto una forma più ampia rispetto alla polemica iniziale. Da una parte Borello accusa Cruciani di aver trasformato la provocazione in un modello professionale fondato sull’aggressione verso i più deboli. Dall’altra il conduttore respinge le critiche e interpreta l’iniziativa del giovane esponente democratico come un tentativo di conquistare visibilità.
