Monica Setta nella bufera ma lei respinge le accuse: «Sciacalla? Con la Roccella abbiamo deciso insieme»

Monica Setta replica alle critiche sull’intervista alla Roccella e difende la scelta di trasmetterla dopo la scomparsa di Luigi Cavallari.

Le accuse sono arrivate mentre la tragedia era ancora in corso. Monica Setta è stata definita cinica e persino “sciacalla” per aver trasmesso l’intervista nella quale la ministra Eugenia Roccella raccontava il rapporto con il marito Luigi Cavallari, scomparso pochi giorni dopo nelle acque del lago di Vico. La conduttrice, però, respinge l’idea di aver agito senza sensibilità e chiarisce che la decisione fu condivisa direttamente con la componente del Governo.

Intervistata da Fanpage, la giornalista ha affrontato anche le contestazioni rivolte al suo stile di conduzione. Da una parte viene accusata di insistere troppo sulle esperienze dolorose degli ospiti; dall’altra, di essere eccessivamente protettiva e accomodante.

Una contraddizione che la Setta sintetizza così: “Le critiche oscillano tra ‘sei clinica, cinica, indelicata, poco empatica e sei zucchero filato, accarezzi, non intervisti, sei accuditiva e materna’”.

Monica Setta risponde alle critiche sul suo modo di intervistare

Al centro delle contestazioni c’è il programma Storie al Bivio, costruito intorno ai passaggi più delicati della vita privata e professionale dei protagonisti. Un formato nel quale le domande possono toccare separazioni, lutti, difficoltà familiari e momenti di forte esposizione personale.

Secondo la Setta, le valutazioni sul suo comportamento assumono spesso posizioni completamente opposte. “Una polarizzazione così netta da farti venire una crisi di identità. Non dirò che sono critiche pretestuose, perché non credo ai complotti e alle dietrologie: sono modi estremi di vedere le cose”, ha spiegato.

La giornalista ha affrontato anche gli attacchi legati al suo aspetto fisico e alle imitazioni televisive che hanno rappresentato in maniera caricaturale il suo modo di condurre. La parodia proposta dal GialappaShow avrebbe suscitato una reazione particolarmente dura, soprattutto per i riferimenti alla sua immagine.

La Setta sostiene tuttavia di non voler modificare il proprio percorso professionale sulla base delle contestazioni ricevute. “Sono abituata alla lotta: sei magra o troppo grassa, sei rifatta, no, fai schifo al naturale, sei serva del potere. Che reazione ho? Vado avanti, non mi lascio condizionare né dagli attacchi né dalle lusinghe. Sono convinta che la strada sia giusta, stringo i denti e vado avanti”.

La scelta contestata dopo la scomparsa di Luigi Cavallari

La polemica più delicata riguarda la puntata serale di Storie al Bivio con la ministra Eugenia Roccella. L’intervista era stata registrata quattro giorni prima della scomparsa del marito, Luigi Cavallari, e avrebbe dovuto essere trasmessa il 7 luglio secondo la programmazione già stabilita.

Durante il colloquio, la Roccella aveva parlato della relazione con il coniuge e di un legame durato circa cinquant’anni. Pochi giorni più tardi, Cavallari si è tuffato nelle acque del lago di Vico e non è più riemerso, probabilmente a causa di un malore. La ministra era presente al momento dell’accaduto.

La decisione di mantenere l’intervista nel palinsesto ha provocato immediate contestazioni. Secondo i critici, la trasmissione avrebbe dovuto rinviare o cancellare la puntata per rispetto della vicenda personale della Roccella e delle ricerche ancora in corso.

La Setta riferisce però di aver contattato direttamente la ministra prima della messa in onda. “Avevo intervistato Roccella quattro giorni prima della scomparsa del marito e la puntata era in programma per il 7 luglio. Ovviamente ho chiesto a lei cosa volesse fare”.

La scelta, quindi, non sarebbe stata presa autonomamente dalla conduttrice o dalla produzione. “Ci ha pensato tanto, poi abbiamo condiviso la scelta di mandare in onda l’integrale, perché era un documento unico su un rapporto d’amore durato mezzo secolo”.

Le accuse di sciacallaggio e la posizione di Rita Dalla Chiesa

La trasmissione dell’intervista ha diviso il pubblico e coinvolto anche esponenti del mondo televisivo e politico. La Setta ha raccontato di essere stata invitata a fermare la puntata persino da Rita Dalla Chiesa, parlamentare e volto storico della televisione italiana.

“Non è stato facile: il web è impazzito e si è diviso tra chi era d’accordo e i tanti che mi hanno chiamata ‘sciacalla’”, ha dichiarato la conduttrice.

La giornalista sostiene di non aver avuto dubbi dopo aver ricevuto il consenso della Roccella. “Non ho mai vacillato, perché non mandare in onda la puntata sarebbe stata una censura verso il ministro, che ha scelto con noi di mantenere la programmazione originaria”.

La Setta ha poi ricordato l’opposizione manifestata dalla Dalla Chiesa: “Pensi che tra quelli che mi hanno implorato di non trasmettere l’intervista c’era Rita Dalla Chiesa, che pure è donna del mestiere e conosce le regole d’ingaggio della tv e del giornalismo. Ma le notizie si danno”.

La puntata è stata quindi trasmessa integralmente, nel giorno previsto, dopo il confronto tra la produzione e la ministra. Le ricerche di Luigi Cavallari nel lago di Vico sono proseguite mentre restava aperta la discussione sulla scelta editoriale compiuta dalla trasmissione.

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