Silvia Sardone contesta David Parenzo sul trattamento riservato a Matteo Salvini. Poi Fratoianni evita di indicare un nome per il Viminale.
Una puntata particolarmente movimentata per David Parenzo a L’aria che tira, il programma di La7. Durante il confronto sull’operato di Matteo Salvini al ministero dei Trasporti, il conduttore è stato prima contestato dall’europarlamentare della Lega Silvia Sardone, che ha accusato la trasmissione di utilizzare due pesi e due misure, e successivamente ha incalzato Nicola Fratoianni sul possibile futuro ministro dell’Interno in un eventuale governo di centrosinistra. In entrambi i casi, il dibattito si è trasformato rapidamente in uno scontro politico.
La polemica è partita mentre la regia mandava in onda una fotografia di Salvini accompagnata da una scritta comparsa su un muro: «Salvini devi pensare ai treni! I treni maledizione! Ciuf ciuf!». Un’immagine ironica, già utilizzata in ambienti politici ostili al leader del Carroccio, che ha provocato l’immediata reazione di Sardone.
Silvia Sardone contro David Parenzo sulla grafica dedicata a Salvini
L’europarlamentare leghista, collegata con lo studio, ha contestato direttamente il conduttore: «Le volevo dire una cosa Parenzo, ho visto che ha fatto una grafica terribile sul Ministro Salvini sulla puntualità dei treni e quant’altro. Ma io non me le ricordo queste grafiche quando ministro era Toninelli. Com’è che con Salvini adesso sta a guardare la puntualità dei treni?».
La critica di Sardone ha riguardato non soltanto il contenuto della grafica, ma anche il trattamento mediatico riservato a Salvini rispetto a quello utilizzato in passato nei confronti di Danilo Toninelli, ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel primo governo guidato da Giuseppe Conte.
Parenzo ha replicato cercando di spostare l’attenzione sui fatti che hanno riguardato il vertice delle Ferrovie dello Stato: «Donnarumma non l’ho mandato via io». Il riferimento era a Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato di Fs, che aveva rassegnato le dimissioni alcune settimane prima.
La risposta non ha però fermato Sardone, che ha insistito sui dati relativi alla puntualità ferroviaria e sugli investimenti: «Tra l’altro faccio notare che i numeri sulla puntualità sono sempre migliori, gli investimenti sono altissimi, ma al di là di questo, questa bellissima grafica con Toninelli io non la ricordo. Non è che forse forse, se è Salvini, lei decide di fare queste grafiche particolari. Preferiva Toninelli? Preferiva Toninelli con i monopattini?».
Il richiamo ai monopattini ha riportato il confronto agli anni del governo formato da Movimento 5 Stelle e Lega, quando Toninelli era stato spesso criticato per alcune scelte e dichiarazioni legate ai trasporti e alla mobilità.
Paolo Mieli ironizza sul paragone tra Salvini e Toninelli
Nel confronto è intervenuto anche Paolo Mieli, presente in studio. L’editorialista del Corriere della Sera ha scelto il registro dell’ironia per commentare l’accostamento tra i due ex ministri: «Solo ad affiancare il nome di Salvini a quello di Toninelli, lei sta facendo un torto all’onorevole Salvini, perché affiancare quei due nomi non è una cosa che a lui fa piacere».
Sardone ha accolto la battuta senza arretrare rispetto alla propria posizione: «Sono d’accordo con lei, è che io non le ricordo le grafiche di Parenzo con il monopattino di Toninelli».
La discussione ha messo al centro un tema ricorrente nel confronto politico televisivo: il modo in cui programmi, immagini e titoli possono influenzare la percezione dei protagonisti. Per la rappresentante della Lega, la grafica trasmessa durante il programma avrebbe avuto un’impostazione più aggressiva rispetto a quella utilizzata in passato con esponenti di altri schieramenti. Parenzo, dal canto suo, ha respinto l’idea di un trattamento costruito appositamente contro Salvini.
Fratoianni evita il nome per il Viminale e richiama il centrosinistra alla prudenza
Terminato il confronto con Sardone, il conduttore ha rivolto l’attenzione a Nicola Fratoianni, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e leader di Sinistra Italiana. La domanda è stata diretta: «Chi vedrebbe bene per il centrosinistra al Viminale?».
Fratoianni ha evitato di indicare un nome, spiegando che una simile discussione sarebbe prematura: «Se non fosse stato per ragioni scaramantiche ma di buonsenso, è un ragionamento insensato da fare. Noi dobbiamo lavorare per costruire un’alternativa credibile, che in parte esiste… Ma le squadre si fanno quando si vincono le elezioni».
Parenzo ha provato a rilanciare citando Franco Gabrielli, già capo della Polizia e figura con una lunga esperienza nelle istituzioni: «Si faceva il nome di Franco Gabrielli, ex capo della Polizia…».
Anche in questo caso, Fratoianni non ha raccolto l’invito e ha insistito sulla necessità di evitare anticipazioni sugli incarichi di governo: «Quando qualcuno comincia a fare la discussione e gli schemi per le elezioni porta male e distrae dal lavoro principale: girare il Paese per portare una speranza a tanta parte di italiani che hanno persino smesso di votare».
