Il sondaggio Tecnè conferma Fratelli d’Italia al 29%, mentre centrodestra e centrosinistra sono separati da appena 0,4 punti.
Il centrodestra conserva il primato, ma il vantaggio sul centrosinistra si è ridotto a soli quattro decimi di punto. È il dato politico più rilevante del nuovo sondaggio Tecnè realizzato per Dire e Monitor Italia: la coalizione che sostiene il governo raggiunge il 44,5%, mentre il campo progressista si ferma al 44,1%. Una distanza minima, accompagnata però da un altro elemento decisivo: soltanto il 55,4% degli intervistati esprime un’intenzione di voto, mentre indecisi e possibili astensionisti rappresentano il restante 44,6%.
Nel confronto tra i singoli partiti, Fratelli d’Italia mantiene nettamente la prima posizione con il 29%, pur registrando una flessione di 0,3 punti. Il partito guidato da Giorgia Meloni conserva così un vantaggio di sette punti e mezzo sul Partito Democratico, secondo con il 21,5%.
La rilevazione mostra tuttavia un arretramento complessivo del centrodestra, che perde 0,8 punti rispetto alla precedente rilevazione. Il centrosinistra limita invece il calo a 0,2 punti, avvicinandosi alla maggioranza fino a rendere quasi inesistente il margine tra i due schieramenti.
Sondaggio Tecnè, Fratelli d’Italia al 29% e alleati in calo
All’interno del centrodestra, alle spalle di Fratelli d’Italia, si colloca Forza Italia con l’8,6%, in diminuzione di un decimo. Più marcata la flessione della Lega, che perde 0,4 punti e scende al 6%. Noi Moderati completa la coalizione con lo 0,9%.
Il dato conferma la netta centralità politica di Giorgia Meloni nella maggioranza. Fratelli d’Italia raccoglie infatti più consensi di Forza Italia, Lega e Noi Moderati messi insieme. Il calo della coalizione è però distribuito tra quasi tutti i suoi principali componenti e restringe il vantaggio sull’opposizione.
La situazione più delicata riguarda la Lega, ora quasi appaiata a Futuro Nazionale. Il movimento guidato da Roberto Vannacci sale infatti al 5,9%, guadagnando un punto in una sola rilevazione. È la crescita più consistente registrata dal borsino e porta la nuova formazione a un solo decimo dal partito di Matteo Salvini.
Il risultato di Futuro Nazionale assume un peso particolare perché modifica gli equilibri nell’area della destra. Pur non essendo incluso nel totale della coalizione governativa indicato dalla rilevazione, il partito di Vannacci intercetta una quota significativa di elettori e supera diverse formazioni presenti da più tempo nel quadro politico nazionale.
Il Pd resta stabile, il Movimento 5 Stelle sale al 12,8%
Nel centrosinistra, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein resta stabile al 21,5%. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna invece un decimo e raggiunge il 12,8%, confermandosi la seconda forza del campo progressista e il terzo partito nazionale.
Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,4%, con una perdita dello 0,1%. Seguono Italia Viva al 2,1% ed Europa Verde-Bonino all’1,3%, entrambe in calo di un decimo.
La somma delle forze considerate all’interno del campo progressista porta il centrosinistra al 44,1%. Il dato segnala una sostanziale parità con il centrodestra, ma non elimina le difficoltà politiche legate alla costruzione di un’alleanza comune tra partiti che mantengono posizioni differenti su politica estera, economia e rapporti con il governo.
Fuori dai due schieramenti principali, Azione raggiunge il 2,8%, perdendo un decimo. La voce “Altri” sale invece al 2,7%, con un incremento dello 0,1%.
Indecisi e astensionisti possono cambiare gli equilibri
Il confronto tra le coalizioni fotografa un Paese politicamente diviso quasi a metà. Il centrodestra resta avanti, ma il margine dello 0,4% è troppo ridotto per indicare un vantaggio consolidato, soprattutto considerando le normali oscillazioni delle rilevazioni demoscopiche.
Il dato più ampio è quello relativo alla partecipazione. Il 44,6% del campione non indica un partito, resta indeciso oppure appare orientato verso l’astensione. Si tratta di un bacino quasi equivalente ai consensi attribuiti a ciascuna delle due coalizioni.
Per Meloni, il sondaggio offre quindi due indicazioni differenti: Fratelli d’Italia rimane saldamente il primo partito, ma il centrodestra arretra nel suo complesso. Per la Schlein, la distanza dalla premier resta ampia nel confronto diretto tra Pd e FdI, mentre il campo progressista riesce a portarsi a ridosso della maggioranza grazie soprattutto al contributo del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.
La competizione politica resta dunque aperta. Più che i piccoli spostamenti settimanali dei singoli partiti, saranno la capacità di tenere unite le coalizioni e la mobilitazione dell’ampia area degli indecisi a determinare i futuri rapporti di forza.
