Fakir, notte di violenza a Bologna: assalto ai blindati e bombe carta contro la polizia

A Bologna bombe carta, cariche, idranti e lacrimogeni dopo il presidio per Abderrahim Fakir. Il legale: “È un attacco alla famiglia”.

Il presidio nato per chiedere verità sulla morte di Abderrahim Fakir si è chiuso tra esplosioni, cariche e sirene nel centro di Bologna. Dopo una manifestazione inizialmente pacifica in piazza del Nettuno, una parte dei partecipanti si è spostata davanti alla Prefettura e alla Questura. In piazza Roosevelt sono cominciati i lanci di oggetti e bombe carta contro gli agenti schierati in tenuta antisommossa.

La polizia ha risposto con cariche, idranti e lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Alcune persone hanno divelto le protezioni dei finestrini dei blindati e le hanno lanciate contro i mezzi delle forze dell’ordine. Il bilancio provvisorio parla di undici feriti lievi tra agenti e partecipanti al corteo.

La famiglia di Fakir ha preso immediatamente le distanze dalle violenze, denunciando una strumentalizzazione capace di danneggiare la richiesta di giustizia avanzata dai parenti.

Abderrahim Fakir, dal presidio pacifico agli scontri con la polizia

Centinaia di persone si erano riunite nel cuore di Bologna per ricordare Abderrahim Fakir, morto durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro. L’uomo era stato immobilizzato a terra e ammanettato dopo la segnalazione di una persona che dava in escandescenze. Le cause del decesso dovranno essere chiarite dagli accertamenti medico-legali e dall’inchiesta della Procura.

Dal palco la nipote della vittima aveva lanciato un appello netto: la famiglia non chiedeva odio, ma “verità, giustizia e dignità”. Anche il sindaco Matteo Lepore aveva partecipato al presidio, organizzato come momento di cordoglio e richiesta di chiarimenti sulla morte dell’uomo.

La situazione è cambiata dopo lo spostamento di una parte dei manifestanti verso piazza Roosevelt. Davanti agli edifici della Prefettura e della Questura sono stati scanditi slogan contro la polizia e contro il cosiddetto scudo penale. Poco dopo sono cominciati i lanci di bombe carta e altri oggetti.

Gli agenti hanno effettuato alcune cariche e utilizzato idranti e lacrimogeni. Gli scontri sono proseguiti con il calare della sera, mentre nel centro cittadino venivano segnalati danneggiamenti e atti vandalici. La proiezione pubblica di un film prevista in piazza Maggiore è stata annullata per ragioni di sicurezza.

Il legale della famiglia: “Una ferita inflitta ai parenti”

Durissima la presa di posizione dell’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir. Il penalista ha accusato i responsabili delle violenze di avere colpito proprio le persone che sostenevano di voler difendere.

“Quelli che si stanno comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir”, ha dichiarato.

Il legale ha poi sottolineato che la famiglia aveva chiesto ripetutamente calma e rispetto: “Il dolore della sorella, soccorsa per un malore, è chiarissimo. La strumentalizzazione becera e violenta, al termine della manifestazione, è un evento a orologeria che costituisce un attacco alla famiglia di Fakir che ha chiesto più volte calma, educazione e rispetto”.

Anselmo ha espresso solidarietà anche agli agenti impegnati nella gestione dell’ordine pubblico: “Questa è una ferita che viene inflitta alla famiglia, rispetto alla quale non si può non esprimere solidarietà alle forze dell’ordine che vi sono in questo momento impegnate”.

La sorella di Fakir si era sentita male poco prima, mentre Matteo Lepore le stava porgendo il microfono in piazza del Nettuno. La donna è crollata a terra ed è stata soccorsa dal personale sanitario, che l’ha poi accompagnata in ambulanza.

Salvini attacca la sinistra, l’inchiesta resta aperta

Gli scontri hanno provocato una nuova polemica politica. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha accusato la sinistra di alimentare un clima ostile verso le forze dell’ordine.

“Scontri a Bologna tra teppisti e Polizia. Irresponsabile e anti-italiana una sinistra che alimenta l’odio verso chi indossa una divisa e ci difende”, ha scritto Salvini sui social.

Il ministro ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni si recherà a Bologna per manifestare il proprio sostegno agli uomini e alle donne della Polizia di Stato.

Parallelamente prosegue l’inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir. Sei persone coinvolte nell’intervento sono state inserite nel procedimento attraverso la disciplina prevista dallo scudo penale, un atto che consente loro di partecipare agli accertamenti irripetibili e di nominare consulenti. L’iscrizione non equivale a un giudizio di responsabilità.

Gli investigatori stanno esaminando i filmati realizzati durante il fermo, le testimonianze e le comunicazioni con il numero di emergenza. Saranno l’autopsia e gli altri esami tecnici a stabilire le cause della morte e l’eventuale rapporto tra il decesso, le condizioni dell’uomo e le modalità dell’immobilizzazione.

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