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Verona, 17enne si suicida dopo aver ucciso madre e ferito il padre

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Ancora un fatto di sangue che vede al centro una famiglia.

Un figlio che uccide o che tenta di uccidere  genitori e poi, resosi conto del folle gesto, si toglie la vita.

Un copione visto tante volte e che finisce quasi sempre nello stesso modo.

L’uomo che ha ucciso la madre, che ha tentato di uccidere il padre, Riccardo Milani e poi di togliersi la vita, non ce l’ha fatta ed è morto dopo essere stato in coma, definito dall’equipe medica, fin da subito, irreversibile.

L’unico superstite, dunque, di questa ennesima tragedia familiare è il padre.

Il gesto folle del figlio, fino ad ora, non lo si è riuscito ancora a spiegare ma, pare, che abbia reagito in modo feroce in seguito ad una lite scoppiata in famiglia.

La ricostruzione dell’evento, allo stato è impossibile, perché l’unico che potrebbe raccontare come sono andati gli eventi è il padre che, pur vivo, non è in grado di parlare e se anche il padre non dovesse sopravvivere non si saprà mai cosa realmente sia accaduto.


Gli unici elementi in possesso degli inquirenti sono i luoghi dove i corpi sono stati ritrovati; il corpo della mamma era in camera da letto, il padre e il figlio sono stati ritrovati ancora vivi nel giardino della villa.

In seguito il figlio è morto e il padre, già operato, resta gravissimo.

Al di là di queste notizie, non si sa altro.

La vicenda presenta ancora molti lati oscuri che, al momento, rimangono tali per la mancanza dei protagonisti.

Un altro punto interrogativo rimane l’arma del delitto perché la mamma, Manuela Panato una donna di 47 anni è stata colpita fino alla morte da un’arma che non è stata ancora rivenuta.

Si pensa, comunque, ad un’arma da taglio perché compatibile con le ferite profonde riportate ma se un coltello o altro ancora non si sa.