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Inps, Tito Boeri reddito minimo per over 55 anni senza lavoro

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Interessanti novità potrebbero arrivare nei prossimi giorni per le persone che hanno un’età compresa tra i 55 e 65 anni.

Il nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha reso noto che intende proporre il reddito minimo per tutte le persone che rientrano nella fascia di età tra i 55 e i 65 anni e che sono senza lavoro.
Il reddito minimo, secondo il presidente dell’Inps, consentirebbe a queste persone di poter sopravvivere e di cercare con più insistenza una nuova collocazione.

Secondo le statistiche in possesso del presidente dell’inps le persone con un’età compresa tra i 55 e i 65 anni sono molto svantaggiate nel trovare un nuovo lavoro; solo il 10% di loro riesce a ricollocarsi, gli altri in molti casi vivono di stenti.

Tito Boeri ha anche in mente come recuperare il denaro necessario per una proposta che, se diventasse legge, sarebbe storica.

Il presidente dell’Inps ha dichiarato che alcuni pensionati hanno una pensione molto alta che è molto più elevata rispetto ai contributi versati.

Tito Boeri sulla possibilità di introdurre il reddito minimo a discapito di chi ha pensioni elevate ha dichiarato che:”Si potrebbe chiedere a queste persone di poter dare qualcosa per contrastare la povertà, soprattutto nella fascia 55/65 anni. Vogliamo per queste generazioni trovare un modo per contrastare la povertà e dare la possibilità di andare in pensione prima in modo sostenibile, quindi avendo una pensione più bassa“.


La volontà di proporre il reddito minimo per le persone senza lavoro con un’età tra i 55 e i 65 anni Tito Boeri l’aveva già rivelata durane la trasmissione Ballarò nella quale era stato ospite.

Tito Boeri in questi mesi di presidenza all’inps è stato l’autore di diverse proposte per la revisione del sistema pensionistico.

Una in particolare è attesa da tempo da molti lavoratori che sono in attesa di accedere alla pensione.

Tito Boeri si è da subito dichiarato favorevole a introdurre più flessibilità rispetto all’attuale legge Fornero.

Le proposte di Boeri non sono state particolarmente gradite dal ministro del lavoro Giuliano Poletti che le ha viste come una intromissione nel suo lavoro.