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Il dolore durante un’operazione chirurgica si riduce inviando sms

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Una scoperta davvero straordinaria è stata realizzata dalla Cornell University.

La Cornell University ha, infatti, scoperto che mentre sono in corso degli interventi chirurgici di modesta entità, il paziente deve essere occupato con il proprio smartphone per sentire meno dolore.

Ebbene, si, se il soggetto che sta subendo un’operazione su di un tavolo chirurgico è impegnato a scambiarsi messaggi può anche non ricorrere agli antidolorifici.

Il risultato di questa scoperta è stato pubblicato sulla rivista “Pain Medicine” e così divulgato.

Lo studio è stato portato avanti su novantotto pazienti.

Questi soggetti durante una operazione chirurgica hanno trascorso il tempo o a scambiare messaggi o, meglio erano impegnati in conversazioni telefoniche con soggetti sconosciuti.

Quest’ultima attività ha dato risultati ancora più interessanti.

I soggetti che si sono prestati a questo esperimento sono stati divisi in quattro gruppi: un gruppo è stato impegnato a giocare con “Angry Birds”; un altro gruppo ha avuto il compito di mandare messaggi a persone a lui care; ad un altro gruppo è stato detto di inviare messaggi a uno dei medici che stava sperimentando questa nuova metodologia di “antidolorifico” e all’ultimo gruppo cioè al quarto non è stato proprio dato lo smartphone.

Analizzato e studiato il risultato di questa ricerca è emerso che il quarto gruppo e cioè quello che non aveva ricevuto il cellulare durante l’operazione chirurgica ha avuto bisogno di antidolorifici nella misura di quattro volte superiore agli altri gruppi.

Ma lo studio va avanti perché ai ricercatori della Cornell University  interessa sapere a questo punto quale tipologia di messaggio aiuta di più a sentire meno dolore e, dunque, a ricorrere all’assunzione di meno farmaci perché è proprio a questo che mira la ricerca.

E allora, se fino a questo momento il cellulare è stato tanto messo all’angolo per i danni che ne derivano dall’uso ma soprattutto dall’abuso che se ne fa ad ogni fascia di età, oggi è stato rivalutato.

Ora attendiamo il risultato finale di questo studio e soprattutto dove porterà.