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Pensioni in calo dal 2016 per coefficienti Inps

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Il ministero del lavoro ha emanato una circolare che diminuisce l’assegno pensionistico dal 1 gennaio 2016.

Alla base della decisione di diminuire le pensioni a tutti coloro che dal 1 gennaio 2016 andranno in pensione sono i dati dell’Istat ha reso noto sulle aspettative di vita per i prossimi tre anni.

In pratica l’Istat ha reso noto che in media si vivrà più a lungo per bilanciare l’esborso dell’Inps, con apposita circolare il Ministero del lavoro ha deciso di tagliare le pensioni future.

Il ministero del lavoro ha pubblicato un’importante comunicato stampa per tutti i lavoratori che si apprestano ad accedere alla pensione.

Una circolare ministeriale che interesserà molti lavoratori che si apprestano ad andare in pensione avendo maturato i requisiti sia anagrafici che contributivi.

Una brutta notizia per chi andrà in pensione a partire dal 1 gennaio 2016.

La revisione triennale dei coefficienti determinerà delle pensioni leggermente più basse rispetto a quelle che l’Inps erogherà fino al 31 dicembre 2015.

A rendere nota la revisione triennale a ribasso delle pensioni è stato il ministero del Lavoro con l’emanazione di apposito decreto che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 22 giugno.

La revisione che partirà dal 1 gennaio 2016 sarà l’ultima che avrà una durata di tre anni dal 2019 il ministero del lavoro ha comunicato che la revisione sarà biennale.

Secondo i calcoli degli esperti dell’Inps con la nuova revisione che entrerà in vigore agli inizi del prossimo anno il lavoratore che andrà in pensione dal 1 gennaio 2016 a parità di contributi con un altro lavoratore che è già andato in pensione avrà in media 8 euro in meno al mese netti mensili 18 euro lordi.

Questo valore al ribasso della pensione è dovuto alle aspettative di vita che secondo l’Inps sono leggermente aumentate rispetto al trimestre precedente.

La revisione triennale viene calcolata sulla parte delle quote contributive versate dal lavoratore.

Per i futuri pensionati c’è un’altra brutta notizia: a partire sempre dal 1 gennaio 2016 si potrà accedere alla pensione a 66 anni e 6 mesi, tre mesi in più rispetto al 2015 quando l’età pensionabile è stata stabilita a 66 anni e 3 mesi.

Per evitare di perdere 8 euro mensili per tutta la durata della pensione sarebbe il caso di accedere alla pensione per i lavoratori che hanno già maturato l’età ed i contributi previsti dalla Fornero entro il 2015.

La decisione del ministero del lavoro rende più leggeri gli assegni pensionistici dei lavoratori che si apprestano ad andare in pensione per i prossimi tre anni.