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Allarme Greenpeace sostanze velenose presenti sulle montagne

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La notizia è sconvolgente ed è una di quelle che davvero mai ci si sarebbe aspettati.

Anche ad alta quota l’aria che si respira non è affatto pura bensì contaminata ed inquinata.

E purtroppo è proprio così.

Nonostante si sia sempre pensato che per rigenerarsi serve andare in montagna a respirare aria pulita, che fa bene ai bambini l’aria di montagna, ora Greenpeace, ha seccamente smentito tutto questo.

Greenpeace ha redatto un rapporto, ‘Impronte nella neve’ con cui ha chiarito e ha spiegato che in montagna c’è una presenza importante di sostanze nocive all’uomo.

A questo risultato Greenpeace è giunta dopo aver prelevato dei campioni di acqua e neve e averli analizzati.

Il risultato, come dicevamo è stato che nell’acqua e nella neve di montagna sono presenti  tracce di sostanze chimiche inquinanti.

Queste sostanze chimiche sono i  PFC e cioè i polifluorati e i perflorurati.

Queste sostanze si trovano nell’abbigliamento tecnico che si usa per andare in montagna.

I  polifluorati e i perflorurati  attaccano il sistema endocrino e quello ormonale, provocano lo sviluppo di cellule tumorali e sono addirittura in grado di provocare delle malformazioni.

 Tracce di polifluorati e di perflorurati sono state rivenute sui Monti Sibillini, sulle Alpi al confine della Svizzera, nel Lago di Pilato.

Il problema è evidente che va risolto all’origine cioè nella realizzazione di materiale di abbigliamento per la montagna senza l’uso di sostanze tossiche.

In questo senso già si sono mosse due aziende, Puma e Adidas ma anche altre meno conosciute che hanno deciso di realizzare capi di abbigliamento da montagna Pfc-free.

Se tutte le aziende si adattassero l’aria di montagna e le acque di montagna ritornerebbero, a breve, ad essere quel sinonimo di purezza e di salute che sono sempre state.

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