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Veronica Panarello ammette non ho portato Loris a scuola ma non l’ho ucciso io

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Veronica Panarello ha ammesso, durante un lunghissimo interrogatorio, di non aver accompagnato a scuola suo figlio Loris il 29 novembre 2014, giorno in cui il piccolo di soli 8 anni fu ucciso.

L’ammissione della donna è avvenuta nel carcere di Agrigento alla presenza del sostituto procuratore di Ragusa, Marco Rota.

La donna è stata interrogata per sette ore dal sostituto procuratore di Ragusa ed ha anche dichiarato di non aver ucciso suo figlio.

La donna ha detto che non ricorda cosa sia successo a Loris subito dopo non averlo accompagnato a scuola: “ho un buco in testa, la memoria non va oltre”.

Il corpo di Loris, un bambino di soli 8 anni, fu ritrovato in un canalone di Santa Croce Camerina nelle periferie di Ragusa.

Il bambino fu strangolato con delle fascette di plastica utilizzate dagli elettricisti per il cablaggio dei cavi.

 Il magistrato, subito dopo aver sentito Veronica Panarello, ha lasciato il carcere di Agrigento e non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti.

Francesco Villardita, avvocato difensore di Veronica Panarello, ha dichiarato che non rilascerà dichiarazioni fino all’udienza prevista per il prossimo 19 novembre.

L’avvocato ha solo riferito che: “È stata una giornata pesante dopo 12 ore in carcere. Voi potete fare tutte le ipotesi che volete, io non parlo”.

Per la prima volta da quando è in carcere, Veronica Panarello ha ammesso che il figlio il giorno della scomparsa non fu accompagnato da lei a scuola.

La procura, durante le sue indagini ha visionato le telecamera di videosorveglianza della città dalle quali si vedeva che la donna il 29 novembre del 2014 non aveva lasciato a scuola come ogni giorno suo figlio Loris.

Solo sette giorni fa però Veronica Panarello in una conversazione telefonica con il marito aveva confessato allo stesso che quel giorno non aveva accompagnato il loro bambino a scuola.

Veronica Panarello durante la lunga e drammatica telefonata con il marito ha detto anche che ad uccidere il piccolo Loris non era stata lei e ha chiesto al suo consorte di andare a trovarla in carcere.

La donna durante la conversazione telefonica con il marito aveva detto che: “Quella mattina il bambino io non l’ho accompagnato a scuola, è salito a casa da solo, usando il portachiavi con l’orsacchiotto”.

Veronica Panarello aveva spiegato anche perché la macchina l’aveva parcheggiata nel garage non come solitamente faceva in strada.

La donna aveva spiegato che quel giorno doveva caricare in macchina un passeggino che doveva portare ad un’amica.

Sembra però che il passeggino stia ancora nel garage degli Stival e che la donna abbia detto al marito che non si ricorda, salito Loris in casa ed lei arrivata nell’appartamento, cosa sia realmente accaduto.

La donna aveva detto al marito che non era stata lei ad uccide Loris anche perché non aveva alcun motivo per farlo.

Si attende ora l’udienza preliminare che si svolgerà il prossimo 19 novembre alle ore 9 alla presenza del Gup di Ragusa Andrea Reale.

La sensazione sia del marito che degli inquirenti è che Veronica Panarello non abbia detto tutta la verità e che siano ancora tante le cose che la donna sa ma nasconde.

La donna resterà in carcere ad Agrigento e non è escluso, dalle notizie dell’ultima ora, che il suo legale possa chiedere il rito abbreviato.

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