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Italia al primo posto per i super batteri resistenti agli antibiotici

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Un primato che era meglio non avere quello che l’Italia detiene secondo gli studi dell’European Center for Diseases Control.

Secondo l’Ecdc in Italia vi è la più alta concentrazione di batteri che hanno la capacità di essere immuni agli antibiotici.

Il preoccupante primato italiano è stato diffuso durante il World antibiotici Awareness Week, una manifestazione che tende a sensibilizzare le persone su come meglio utilizzare gli antibiotici.

Sempre secondo gli studiosi dell’Ecdc l’uso degli antibiotici in Europa è in continuo aumento con una media di 21 dosi per mille persone ogni giorno, con punte altissime in Grecia e percentuali molto più basse in Olanda.

Il nostro paese in questa speciale classifica di utilizzo di antibiotici è al quinto posto con un consumo, in media, di 28 dosi ogni mille abitanti.

Gli studiosi dell’Ecdc hanno reso noto che: “Come negli anni precedenti, le penicilline sono l’antibiotico più utilizzato in tutti i paesi, anche se la proporzione fra i vari gruppi di antibiotici varia molto. Ad esempio le cefalosporine sono lo 0,2% degli antibiotici usati in Danimarca ma il 21% in Slovacchia”.

In Europa il trend del consumo di antibiotici è sempre più in ascesa anche se è in forte aumento la presenza di batteri che riescono a resistere al potente farmaco.

L’Italia, in modo particolare, è la nazione dove vi è la presenza del più alto numero di batteri che ha una grande resistenza nei confronti degli antibiotici.

I ricercatori hanno constatato che in Italia vi è un’alta presenza di enterobatteri carbapenemasi che sono dei batteri ritenuti molto nocivi per la salute dell’uomo perché non si conosce ancora un antibiotico che possa sconfiggerli.

Gli studiosi hanno dichiarato sull’aumento delle presenza dell’enterobatteri carbapenemasi che: “La prevalenza di questi batteri è molto peggiorata negli ultimi due anni – afferma il rapporto – tredici paesi hanno riportato una diffusione ampia o una situazione endemica nel 2015, mentre erano sei nel 2013”.

Anche di altri batteri, come ad esempio l’Escherichia Coli, in Italia nell’ultimo periodo c’è stato un notevole aumento portando il nostro paese tra le nazioni dove vi è la maggiore presenza.

Lo stesso dicasi anche per altri batteri come gli acinetobacter che provocano pericolosissime infezioni nei reparti ospedalieri e il Klebsiella pneumoniae che determina infezioni all’apparato urinario.

La situazione nel nostro paese quindi, da quanto studiato dall’European Center for Diseases Control, è molto pericolosa anche perché vi è il concreto pericolo che nei prossimi anni ci sia ancora un incremento dei batteri resistenti agli antibiotici.

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