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Il sospiro è vitale per la nostra sopravvivenza, la sua nascita è stata fotografata

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Quante volte ci siamo ritrovati a sospirare, a volte in senso liberatoria altre volte perché abbiamo la sensazione di avere il “fiato corto” e il sospiro ci ha ridato la possibilità di riprendere a respirare normalmente. Oggi il momento del “sospiro” è stato analizzato e studiato da scienziati che sono arrivati ad una conclusione decisamente interessante.

Il momento del sospiro è stato analizzato studiando come si comporta il cervello in quel preciso momento. E così’ emerso che due sono i gruppi di neuroni coinvolti nel momento del sospiro. Quando si sospira si immette nell’organismo una quantità doppia di aria rispetto a quella che si immette nei momenti di respirazione normale.

Immettendo una quantità di aria in misura doppia si gonfiano i polmoni e si garantisce una loro funzionalità ottimale. Questo studio è stato condotto dai ricercatori delle università di Stanford e della California che hanno studiato il comportamento dei topi.

Questo interessantissimo studio, con la relativa conclusione, è stata pubblicata su Nature,e la conclusione a cui si è giunti garantirà delle nuove terapie per tutte quelle persone che soffrono di problemi respiratori e di insufficienze respiratorie.

Ma queste terapie andranno bene anche per curare i soggetti che manifestano problemi respiratori legati all’ansia e allo stress che si sa regala il fiato corto e la necessità di sospirare o più volte.

Jack Feldman, professore di Neurobiologia alla David Geffen School of Medicine dell’Ucla e componente del Brain Research Institute dell’ateneo ha spiegato: “«Sembra che l’atto di sospirare sia regolato dal minor numero di neuroni mai collegato a un comportamento umano fondamentale … Uno dei “sacri graal” nel campo delle neuroscienze è capire come il cervello controlla il comportamento. La scoperta sui sospiri apre uno squarcio su quei meccanismi che potrebbero essere alla base di comportamenti molto più complessi».

Jack Feldman ha anche aggiunto: «A differenza di un pacemaker che regola solo la velocità con cui prendiamo aria, il centro respiratorio del cervello controlla anche il tipo di respiro in cui ci cimentiamo». Il centro respiratorio «è composto da un piccolo numero di diversi tipi di neuroni. Ognuno di essi funziona come un pulsante che accende un diverso tipo di respiro. Un bottone programma quelli regolari, un altro i sospiri, e altri ancora potrebbero servire ad azionare sbadigli, colpi di tosse, l’azione di tirar su con il naso, e forse anche risate e grida».   Poiché questo studio è stato portato avanti sui topi si è visto che la funzionalità del sospiro è garantita da 230 neuroni, più o meno, che si trovano nel tronco encefalico che è la sede della centralina che sovraintende alla respirazione.

Nel momento in cui questo gruppo di neuroni danno impulso a due geni che hanno il nome di Nmb e Grp vengono prodotte le molecole denominate messaggero, queste a loro volta svegliano tutti quei neuroni, che sono tantissimi, circa cento che fanno diventare un normale respiro un sospiro.  In base al numero di questi segnali i sospiri possono essere di più o di meno.