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Riforma pensioni 2014: ultimi aggiornamenti su proposte Giovannini e Ghizzoni

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L’Onorevole Manuela Ghizzoni del Partito Democratico e l’Onorevole Maria Marzana del Movimento Cinque Stelle hanno presentato un nuovo disegno di legge sul trattamento pensionistico della categoria dei Quota 96 del comparto scuola.

La proposta Ghizzoni-Marzana, che prevede il ripristino dei requisiti pensionistici esistenti prima della riforma Fornero, è stata già approvata dalla Commissione Istruzione e Cultura della Camera ma l’iter per la definitiva approvazione passa prima di tutto dal consenso della Commissione Bilancio, che stamane ha iniziato l’esame, che con ogni probabilità, come ha reso noto proprio l’Onorevole Ghizzoni, non arriverà oggi ma bisognerà attendere qualche giorno per conoscere il parere.

Una volta avuto l’ok dalla Commissione Bilancio, quindi trovati i fondi per il finanziamento per la modifica all’attuale legge Fornero, il decreto legge sarà esaminato prima dalla Camera dei Deputati e poi dal Senato per ricevere l’approvazione definitiva.

Per i quota 96 dopo tante delusioni nell’anno 2013 il 2014 si è aperto con una nuova proposta che se va a buon fine come tutti si augurano chiuderà per sempre il problema pensionistico che dal 201, anno dell’entrata in vigore delle riforma Fornero, ha afflitto la categoria.

Altra categoria in attesa di risposte è quella dei lavoratori precoci che si trovano a dover attendere il compimento del sessantaseiesimo anno di età per andare in pensione.

Per i lavoratori precoci e per gli esodati il Ministro del Lavoro Giovannini ha ideato “il prestito pensionistico”.

La proposta, dopo aver avuto il benestare dal dicastero del Tesoro e dell’economia, dovrà essere discussa dal Ministro con le parti sociali per poi essere esaminata ed approvata dal Consiglio dei Ministri.

Il “prestito pensionistico” è una sorta di prepensionamento che dà la possibilità a chi ha compiuto il sessantaduesimo anno di età ed ha raggiunto i trentacinque anni di contributi di rivere sotto forma di prestito un vitalizio mensile pari al 90% dell’importo maturato ai fini pensionistici.

Al compimento del sessantaseiesimo anno di età con il ricevimento della pensione l’ex lavoratore dovrà restituire la somma ricevuta in “prestito” con una trattenuta sulla pensione mensile pari al 10%.