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Studio, il rosmarino aumenta la memoria, lo aveva già detto Shakespeare

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Uno studio condotto dalla Northumbria University nel Regno Unito dopo alcuni secoli ha dato ragione ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, William Shakespeare che diceva che l’uomo per migliorare la memoria deve annusare il rosmarino.

William Shakespeare nella sua opera “Amleto” fa consegnare da Ofelia allo stesso Amleto una pianta di rosmarino: : “Ecco del rosmarino, è per la rimembranza. Ti prego, amore, ricorda”.  Lo studio condotto nel Regno Unito ha potuto constatare che il rosmarino ha la capacità di migliorare la memoria dell’uomo del 15%.

Il rosmarino nell’antica Grecia era il simbolo dell’amore e il ricordo della morte. Per il suo profumo molto forte in antichità il rosmarino era associato al ricordo e alla memoria.

Il rosmarino era utilizzato dagli stregoni per i filtri d’amore per cercare di far rivenire a galla i ricordi di una storia d’amore.

Lo studio condotto nel Regno Unito che è stato pubblicato su una prestigiosissima rivista scientifica non fa altro che certificare le credenze passate sul rosmarino.

Lo studio  è stato condotto da Mark Ross, ricercatore che è il direttore del Dipartimento di psicologia dell’università Northumbria.  Per portare a termine lo studio il famoso ricercatore inglese ha chiesto l’aiuto di 150 persone di età superiore ai 65 anni.

Le 150 persone sono state suddivise in due gruppi e racchiuse in due stanze separate. In una stanza i ricercatori hanno diffuso oli essenziali di lavanda e rosmarino. Nell’altra stanza non vi era alcun odore.

Subito dopo tutte le 150 persone sono state sottoposte a dei test che hanno dimostrato che il rosmarino aumenta le capacita mnemoniche mentre la lavanda ha la capacità di aumentare la calma e lo stato di benessere.

Mark Ross ha così commentato i risultati dei test: “La mia ipotesi di lavoro che quando inaliamo i componenti dell’aroma di rosmarino, questi vengono assorbiti nel sangue attraverso il passaggio dai polmoni e arrivano al cervello dove agiscono sulla chimica dei neuroni”.

Lo psicologo ha anche detto che: “Credo che i detti della saggezza popolare che si sono tramandati di generazione in generazione fino ai giorni nostri si siano basati sull’osservazione di determinati comportamenti”. Un tempo in ogni villaggio c’era chi dispensava lavanda per dormire, o camomilla per calmare”.

Mark Ross ha concluso affermando che: “Abbiamo anche sottoposto i volontari alle analisi del sangue e scoperto che i soggetti che avevano fatto i test nelle stanze profumate avevano più elevate quantità di un composto, l’1,8 cineolo, nel sangue. Il composto è presente fra i componenti dell’olio essenziale di rosmarino e agisce sui sistemi biochimici che sono alla base della memoria, questo ci fa anche dedurre che l’influenza dell’aroma sia mediata farmacologicamente”.