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Nel barese, una donna denuncia ai Carabinieri il figlio 24enne latitante da mesi, “ho fatto qualcosa che una madre non vorrebbe e non dovrebbe mai fare”

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Daniela Manzitti ha avuto il coraggio di denunciare il figlio latitante da tre mesi. La donna abita a Corato in provincia di Bari e ha denunciato il figlio per evitare che prendesse strade ancora pericolose di quelle intraprese.

La donna ha spiegato il suo gesto in una lettera: “Carissimo figlio mio, ho fatto qualcosa che una madre non vorrebbe e non dovrebbe mai fare: ho tradito la cieca fiducia che tu da 24 anni riponevi in me”.

Il figlio che si chiama Michel ente e esce dal carcere da quando aveva 18 anni: “Non voglio dire che è una vittima o che si è fatto trascinare. Ma l’infanzia è stata quella che è stata e io ho le mie responsabilità: dopo suo padre, ho avuto un compagno molto violento che ho lasciato quando è nato il mio terzo figlio. Poi, ho sempre lavorato di notte, come vigilante, di giorno ero stanca e forse non ho visto quello che avrei dovuto vedere”.

La donna, subito dopo il clamoroso gesto, è stata intervistata da un giornalista del Corriere della Sera: “Mio figlio non è un selvaggio, è stato discreto e arrendevole, e anche i militari hanno fatto in modo che tutto andasse come doveva andare, senza ulteriori sofferenze.  Ho seguito Michael in caserma, e non potrò mai dimenticare il suo ultimo sguardo, carico di rancore: ‘Ti odierò per il resto della vita’, mi ha gridato prima che lo trasferissero al carcere di Trani… Non ci siamo più visti da allora, tornando indietro, però, lo rifarei. Michael fa uso di stupefacenti, vorrei che don Mazzi lo accogliesse nella sua comunità: se per lui c’è una speranza, è solo andando via dal paese, dove non può essere altro che quello che è stato finora”.

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