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Bari, catturati al San Paolo 22 cinghiali, trasferiti nel loro habitat naturale

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Questa mattina sono state diffuse le prime immagini relative alle operazioni di cattura di alcuni cinghiali presenti nella zona del quartiere San Paolo. Tutti gli animali sono stati trasferiti in una riserva che rispetta il loro habitat naturale.

Il piano di cattura, autorizzato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale), è attuato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia.

Nei 13 giorni di attività sono stati già presi e portati a destinazione 22 cinghiali (14 femmine e 8 maschi).

Questi interventi, coordinati dal Dipartimento di biologia dell’Università degli Studi di Bari, vengono effettuati con grande attenzione e rispetto per la vita degli animali che, in poche ore, tornano a vivere in un contesto a loro più consono. Il piano di contenimento e gestione del fenomeno della presenza di cinghiali in contesti urbani, in corso a Bari, è uno dei primi interventi in Italia in aree periferiche di grandi città.

Nei prossimi giorni le azioni di cattura e rilascio proseguiranno nel rispetto della tutela degli animali e della riservatezza degli interventi, pena la buona riuscita dell’intera operazione.

“Stiamo cercando di affrontare a Bari quella che è a tutti gli effetti una autentica emergenza nazionale – spiega l’assessore regionale al ramo Di Gioia -. Un buon lavoro di squadra ci sta permettendo di ottenere già dei risultati positivi. La cattura dei cinghiali in aree urbane pone problemi giuridici assai complessi che gli uffici regionali, grazie all’ISPRA ed in collaborazione con il Comune di Bari ed il Dipartimento di biologia dell’Università, abbiamo via via affrontato e risolto. Siamo a circa la metà delle catture previste e speriamo entro l’inizio dell’estate di contenere sensibilmente il fenomeno”.

“Il fenomeno della presenza di animali selvatici nelle vicinanze dei centri urbani è in cresce ed è sempre più diffuso in tutto il Paese – spiega il sindaco Decaro -. I numeri dicono che nel 2018 sembra largamente superato un milione di capi in Italia. Una vera e propria invasione. Basti guardare le immagini che circolano in questi giorni sui media nazionali. Purtroppo, in un contesto di assenza di norme specifiche, le operazioni di cattura sono molto complicate. A Bari, grazie all’impegno dell’assessore regionale Leo Di Gioia e ad un lavoro di coordinamento e sinergia con la Regione Puglia e il Dipartimento di biologia dell’Università degli Studi di Bari, lavoro che ha avuto la necessità di tempi e autorizzazioni, stiamo procedendo con le catture e i trasferimenti dei capi. Inutile dire che questo rischia di non essere sufficiente se continueremo a non rispettare le regole minime di convivenza civile, come quelle di non abbandonare rifiuti per strada. I cinghiali si cibano di ciò che lasciamo ai margini delle strade o fuori dai cassonetti. Se non contrasteremo le cattive abitudini, gli animali selvatici continueranno ad avvicinarsi ai centri abitati. Per questo chiedo ancora una volta a tutti i cittadini di aiutarci a mantenere la città pulita” .

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