Famiglia fa causa ai vicini hanno copiato la nostra casa e chiede un risarcimento record di 2,5 milioni di euro

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Una famiglia di Forest Hill, vicino a Toronto in Canada, ha portato i vicini in tribunale con l’accusa di avere copiato il design della loro (costosa) villa quando questi hanno ristrutturato la loro proprietà, e hanno chiesto 2,5 milioni di dollari di danni.

Secondo le accuse di Jason e Jodi Chapnick, Barbara Ann e Eric Kirshenblatt hanno “plagiato” la loro casa quando hanno ristrutturato la propria: molti elementi sarebbero “sorprendentemente simili” ai quelli della casa dei Chapnick, ed avrebbero usato anche le stesse finiture in pietra con le stesse tonalità di colori. I Chapnick hanno chiesto 1,5 milioni di dollari di danni perché i Kirshenblatt avrebbero fatto perdere di valore la prioprietà, 20 mila dollari in risarcimento delle spese processuali, e 1 milione di dollari in danni punitivi, nonché l’obbligo per i querelati a cambiare l’aspetto della loro casa.

Jason Chapnik, imprenditore e amministratore delegato di una società di investimento a Toronto, spiega di avere notato le similitudini già durante i lavori, chiedendo immediatamente ai Kirshenblatt di fare delle modifiche, perché a suo parere stavano facendo una copia spudorata della loro casa. “Una grande quantità di abilità, sforzo, tempo, analisi, cura (e denaro) sono stati spesi per quasi sette anni in termini di progettazione, architettura e costruzione di una casa unica e bella”, spiega Chapnik, che ritiene che il lavoro fatto dalla sua famiglia sia svalutato dalla presunta copia fatta dai Kirshenblatt. Dal punto di vista legale, questi ultimi sembrano avere violato i diritti d’autore dei Chapnik: per quanto possa sembrare insolito applicare questo concetto ad una casa, di fatto ogni volta che c’è un’opera di attività intellettuale questa normativa trova applicazione.

Dopo tre anni di contenzioso, le due famiglie hanno alla fine deciso per un accordo extra-giudiziale in base al quale i Kirshenblatt pagheranno ai Chapnik un importo non divulgato. “Tenuto conto dei costi legati alla questione attraverso il processo, era nell’interesse di tutte le parti di raggiungere un accordo amichevole”, ha dichiarato l’avvocato Kirshenblatts. “L’accordo ci permetterà di tranquillità di sapere che questo non accadrà di nuovo in futuro”, ha commentato Jason Chapnik.

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