Italia

Un messaggio di una persona che non c’è più, sente una particolare attrazione verso una bancarella di un mercatino, lì trova uno scritto del nonno scomparso da poco

Cosa daremmo per un messaggio di una persona che non c’è più, un suo scritto, un segnale che quella persona c’è sempre, ci ha lasciati sulla Terra ma da qualche altre parte dell’universo la sua anima vive ancora.

Un particolare episodio è avvenuto qualche anno fa a un 38enne, Antonio. L’uomo è di Lugo, una piccola città in provincia di Ravenna.

L’uomo stava vivendo un periodo molto particolare della sua vita. Aveva perso i suoi due nonni ai quali era particolarmente affezionato e stava vivendo una situazione famigliare molto delicata.

Per lavoro doveva partire all’estero e questo trasferimento per lui era molto pesante, lasciare moglie e figli a casa non lo rendeva tranquillo. Avrebbe tanto voluto restare nella sua città, purtroppo non era possibile. In quel periodo particolare Antonio era molto giù.

Una domenica decise di andare a trovare un amico a Ravenna. Vide a due passi dalla casa dell’amico un mercato. Il mercato delle bancarelle Pala De Andrè.

Era una giornata molto fredda quella domenica. Antonio aveva fretta di ritornare a casa, erano le ultime domeniche passate in Italia, ma qualcosa lo attraeva in quel mercato.

Ad un certo punto Antonio vide una bancarella che aveva tante sculture, tra queste una rosa scolpita. Antonio a stento riuscì a trattenere le lacrime.

Il 38enne raccontò sui social il perché di tanta emozione: “L’aveva scolpita mio nonno anni prima. Io lo avevo visto mentre lo faceva. Così l’ho detto al venditore, che mi ha guardato sorridendo e chiedendomi se mio nonno si chiamasse Antonio. Alla mia risposta affermativa, lui l’ha alzata e mi ha fatto vedere, incisa sotto la base, la sua firma, per me inconfondibile. Accanto c’era una frase, di quelle che lui incideva spesso sotto le sue sculture: ‘Una spina è solo una spina’. Chissà perché lo aveva scritto… ormai non era più possibile saperlo. Ma io so il significato che quell’incontro ha avuto per me. È stato come parlare di nuovo a mio nonno, come un abbraccio. La conferma che ero sulla strada giusta e che dovevo lasciar perdere le paure. A distanza di due anni, posso dire che non avrei potuto fare scelta migliore”.