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Treviso, maxi focolaio in uno stabilimento Aia, sono 182 i contagiati su 560 test eseguiti, ma la produzione deve proseguire

Un numero elevatissimo di contagi è stato scoperto nello stabilimento Aia di Vazzola in provincia di Treviso. Secondo quanto riferito dall’Asl locale sarebbero 182 le persone contagiate su 560 test predisposti.

Lo stabilimento ha in totale più di 700 dipendenti. La dirigenza dell’azienda in accordo con lo staff Asl ha deciso di diminuire la produzione ma non di chiudere lo stabilimento.

I 182 contagiati sono tutti asintomatici e stanno bene ma sono stati posti in quarantena obbligatoria. La dirigenza aziendale ha predisposto i test per i restanti 140 dipendenti che al momento non hanno fatto ancora il tampone.

Niente chiusura dell’azienda

In seguito alla riunione avvenuta alla Prefettura di Treviso tra le sigle sindacali, i vertici aziendali e dell’Asl si è deciso di non chiudere lo stabilimento ma di adottare alcuni provvedimenti ritenuti opportuni.

La produzione sarà ridotta del 50%, ci sarà una sostanziale diminuzione dei lavoratori per turno e inoltre è obbligatorio il distanziamento tra i vari lavoratori.

La nota della Prefettura di Treviso

Con una nota la prefettura di Treviso ha voluto rendere pubblica la situazione nello stabilimento: “A conclusione di un ampio dibattito si è convenuto sulla circostanza che, allo stato attuale, non sussistano i presupposti per imporre, da parte dell’autorità sanitaria, la chiusura dello stabilimento, anche alla stregua di quanto rappresentato dall’azienda Ulss circa la percentuale dei positivi al Covid-19 sul totale del personale sottoposto a tampone, corrispondente circa al 30%, e in merito alla asintomaticità dei lavoratori risultati positivi.”

Nuovo screening per tutti i dipendenti

Previsto per i prossimi giorno u nuovo screening con dei test rapidi per tutti i dipendenti. Secondo quanto riferito dalla dirigenza dello stabilimento Aia, se fosse stata imposta la chiusura dello stabilimento ci sarebbe stato un danno gravissimo per l’azienda che doveva procedere ad abbattere oltre 1,5 milione di polli.

Il direttore generale dell’Asl Treviso 2 ha voluto sottolineare quanto in questo momento è importante che nell’azienda ci sia il rispetto delle misure di prevenzione più volte rese pubbliche dal Ministero della Salute: “sulla necessità dell’utilizzo dei dispositivi di protezione, del mantenimento del distanziamento sociale e della frequente igiene delle mani, quali imprescindibili misure di prevenzione dal contagio”.

Nelle prossime ore si attendono nuovi sviluppi su una situazione che al momento sembrerebbe sotto controllo che però preoccupa non poco i cittadini di Vazzola, località dove si trova lo stabilimento Aia.