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Equipe di ricercatori italiani scopre come si origina l’Alzheimer

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Una malattia scoperta nei primi del novecento colpisce ancora nel 2014 più di 44 milioni di persone senza che vi sia una cura che possa debellarla o per lo meno fermarla stiamo parlando dell’ Alzheimer che prende il nome dal medico che la scoprì nel lontano 1901.

Ma non è tutto le stime parlano che nel 2050 questa subdola malattia contagerà oltre 80 milioni di persone cifre pazzesche alle quali la medicina deve cercare di porre rimedio.

Sono numerosi i centri scientifici che si stanno interessando a questa terribile patologia capace lentamente ma inesorabilmente di spegnere il cervello umano creando grossi problemi non solo al paziente ma anche ai parenti che lo circondano.

L’ultima scoperta che ha di sensazionale proviene da uno dei centri italiani all’avanguardia nello studio delle patologie che colpiscono il cervello stiamo parlando di un istituto voluto fortemente e poi creato da una delle più grandi donne che l’Italia abbia avuto nella sua storia il premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini che fondò  l’Istituto Europeo per la ricerca del cervello.

Grazie agli studi che da anni questo qualificato centro di ricerche sta portando avanti si è potuto finalmente stabilire come nasce questa terribile malattia che colpisce un numero impressionante di persone.

E’ stato usato come cavia un criceto malato dal morbo di Alzheimer e si è scoperto che tutto nasce quando le cellule che risiedono nel cervello umano espellono delle proteine molto rare forate da frammenti di Dna, denominata scientificamente, beta-amiolidi, che una volta espulse si accumulano in un certo punto del cervello formando le placche che sono all’origine della malattia.

I ricercatori italiani si sono posti anche il problema anche di come fermare questo terribile meccanismo ed hanno scoperto che i raggi luminosi posso in molti casi bloccare l’inizio dell’espulsione delle proteine beta-amiolidi.

Una scoperta eccezionale quella fatta dal team di ricercatori dell’ l’Istituto Europeo per la ricerca del cervello che mette un primo punto a favore dei medici nella lotta contro l’ Alzheimer dopo più di un secolo di studi.

Ora però è importantissimo diagnosticare quando la malattia nel cervello umano è ancora allo stato embrionale in modo da fermare con i raggi luminosi l’evolversi della patologia.

Problema di non poco conto visto che è difficilissimo scoprire quando il morbo di Alzheimer si sta fermando nel cervello umano.

Serviranno ancora studi per poter riuscire a fermare questa terribile malattia che colpisce per il 90% dei casi le persone che hanno un’età superiore ai 65 anni con la mancanza di memoria e di ricordi cancellando le emozioni belle e brutte che una vita ha determinato.

L’ Alzheimer è nella maggioranza dei casi ereditario e in altri casi è determinato dall’uso in passato di droghe o di alcool.