Strage pullman Napoli Bari: i motivi del tragico incidente

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Strage-pullman-Napoli-Bari-i-motivi-del-tragico-incidente   Alcune parti del meccanismo di trasmissione dell’autobus sono state rinvenute un chilometro prima del luogo dove il mezzo è precipitato e questo lascia intendere che fosse già pericolante.

La tragedia che ha causato 38 morti e 10 feriti è avvenuta nella serata di ieri sulla A16 Napoli-Bari nell’Avellinese quando il bus, dopo aver urtato delle vetture, era precipitato in una scarpata.

L’autobus percorreva la strada a forte velocità con la porta anteriore aperta probabilmente da un precedente urto; tentando di rallentare la folle corsa, l’autista del mezzo aveva tentato senza successo di fare attrito fra il veicolo e la barriera laterale destra.

Mancano però sia il tachigrafo che il cronotachigrafo che non sono stati ancora recuperati dalla polizia stradale e che potrebbero dare una idea precisa della velocità a cui il mezzo viaggiava. Non sono stati rinvenuti neanche i dati della “scatola nera” di cui si è potuto recuperare solo l’involucro.

Purtroppo tra le vittime si contano tre bambini e molti feriti versano in condizioni molto gravi; ci sono inoltre circa dodici persone ferite che viaggiavano sulle auto urtate dal pullman.

I corpi recuperati dalle lamiere sono stati trasferiti nella palestra del comune di Monteforte Irpino in provincia di Avellino per il riconoscimento ed il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliola ha predisposto i funerali nel Palasport di Monteruscello frazione di Pozzuoli.

I parenti delle vittime hanno raccontato  che la gita aveva come destinazione un fine settimana alle terme di Telese in provincia di Benevento con una sosta anche a Pietrelcina nei luoghi di Padre Pio. L’organizzatore della gita era Luciano Caiazzo salumiere di Pozzuoli, deceduto anch’egli nell’incidente che un mese fa aveva compiuto 40 anni.

La signora Anna Caiazzo che lavorava con lui racconta commossa: “ Gli avevamo organizzato una festa a sorpresa; era la sua passione organizzare gite. Fra dieci giorni dovevamo partire per la Croazia, tutti insieme, come sempre”.

Il procuratore Rosario Cantelmo della procura di Avellino ha aperto un’indagine per omicidio colposo plurimo: l’inchiesta riguarderà sicuramente la eventuale responsabilità dell’autista deceduto nell’incidente ed inoltre valuterà le condizioni del bus con particolare riguardo a freni e pneumatici, nonché la  corretta segnalazione dei cantieri autostradali oltre alla sicurezza della barriera di protezione che è stata abbattuta dal mezzo.

Il procuratore è rimasto per buona parte della notte sul luogo dell’incidente e sono attese le valutazioni della Polstrada di Avellino sulla dinamica e sulle cause della tragedia. Un’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che la manovra che aveva causato lo sbandamento del pullman era stata effettuata per scansare all’ultimo momento delle auto incolonnate; un’altra causa potrebbe essere la rottura dei freni, ma viene presa anche in considerazione l’alta velocità che avrebbe potuto essere fatale in un pericoloso tratto in discesa su un viadotto che curva.

Le concause possono essere tante comprese le condizioni del pullman che non era nuovissimo e le condizioni dell’asfalto insieme alle condizioni psico-fisiche dell’autista.

Si continua ad indagare a tutto tondo senza trascurare alcun aspetto di questa enorme tragedia che ha colpito e addolorato tutti.

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