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Bersani nuovo attacco a Renzi: “Avrei già rassegnato dimissioni da segretario Pd”

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Pier Luigi Bersani torna alla carica dopo l’affondo alla festa dell’unità tenutasi a Roma a Portuense dove dichiarò a chiare lettere che era un problema che Matteo Renzi avesse il doppio incarico di Presidente del Consiglio e di segretario del Partito Democratico.

L’ex segretario del partito democratico così ieri ha risposto a dei giornalisti sulla domanda del doppio incarico di Matteo Renzi: “Io non avrei perso un nanosecondo a dimettermi da segretario e con questo non sto affatto chiedendo che il premier si dimetta Bisogna meditare su una gestione unitaria del Pd che si traduce nell’idea comune sulle cose da fare per il partito”.

Solo cinque giorni fa Pier Luigi Bersani era a Bologna ad ascoltare tra la folla il discorso di chiusura di Matteo Renzi alla festa dell’Unità nel quale l’attuale premier annunciava una rivoluzione nella segreteria del Pd che sarebbe stata anche allargata alle minoranze del Partito.

Per Pier Luigi Bersani prima di formare una segreteria contenente tutte le diverse anime del Pd c’è bisogno, come già detto a Roma, di una discussione interna che chiarisca quali sono gli obbiettivi che il partito ha.

Per Bersani nel partito deve esserci: “una riflessione senza magliette, con un documento aperto su cui discutere nei territori, e poi in un appuntamento nazionale, su come dare forza al partito nel momento in cui è al governo e non c’è il finanziamento pubblico. Un documento che tocca al segretario predisporre e sul quale la minoranza è pienamente disponibile a discutere e contribuire”.

Ora la parola passa nuovamente a Matteo Renzi che dopo l’apertura verso le minoranze dovrà cercare una nuova strategia per far ritornare l’unione e far cessare le fibrillazioni all’interno del Partito Democratico.