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Bersani a Renzi: Io non ci avrei pensato un nanosecondo a dimettermi da segretario Pd

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Pier Luigi Bersani il 7 settembre scorso ha voluto esserci al discorso di chiusura della festa dell’Unità di Bologna di Matteo Renzi ma senza far sentire la sua presenza come ingombrante ha ascoltato il premier tra la tanta gente che era accorsa nel capoluogo emiliano ad ascoltare l’ex sindaco di Firenze.

L’attuale premier in quel discorso ha aperto di fatto la segreteria del partito anche ad esponenti della minoranza del Pd.

Ma a Pier Luigi Bersani tutto questo non basta.

Solo qualche settimana fa l’ex segretario del Pd aveva attaccato a muso Renzi dal palco della festa dell’Unità di Roma dicendo che era un problema il doppio incarico dell’ex sindaco di Firenze come Presidente del Consiglio e Segretario del primo partito in Italia il Pd.

La nuova apertura di Matteo Renzi secondo Bersani non può essere l’unica cosa da fare all’interno del Pd che ha urgente bisogno di un dibattito interno per chiarire quali sono i programmi e gli obbiettivi del primo partito in Italia.

Solo dopo un chiarimento all’interno del partito si può ipotizzare una segreteria allargata anche alla minoranza del partito.

Bersani ha anche detto, stuzzicato dai giornalisti, che non avrebbe atteso un nanosecondo nella posizione attuale di Renzi a dimettersi da segretario del Pd.

Nuove parole dure che aprono nuovamente nuove accese discussioni all’interno del Pd.

L’idillio interno al più grande partito del centrosinistra determinato dalla grande vittoria alle scorse elezioni europee è definitivamente terminato per Renzi si prospetta un autunno caldissimo proprio all’interno del suo partito.