Lite in piscina: donna atterrata dal gestore con una mossa da arti marziali , ricoverata in ospedale
Una donna è stata atterrata dal gestore di un impianto sportivo dopo un alterco con un altro cliente. Sul posto intervenuti Carabinieri e sanitari.
Tensione durante una serata con dj set
Serata movimentata alle piscine comunali di Monselice, in provincia di Padova, dove giovedì scorso si è verificato un episodio che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. L’evento, organizzato come di consueto con musica dal vivo e dj set, ha subito una brusca interruzione a causa di una lite tra due clienti, culminata con l’intervento diretto del gestore della struttura, Marco Canova.
Secondo quanto ricostruito, la serata si stava svolgendo regolarmente fino a quando, attorno alla fine dell’evento, una donna di circa 50 anni ha iniziato a discutere animatamente con un altro avventore all’interno dell’area bar. Alcuni presenti hanno cercato di calmare i due coinvolti, ma senza successo. Vista la crescente agitazione, Canova è intervenuto prima per mediare verbalmente, poi chiedendo alla donna di lasciare la struttura.
La cliente, tuttavia, ha rifiutato di andarsene. A quel punto, il gestore ha deciso di contattare i Carabinieri, ma poco prima del loro arrivo, ha immobilizzato la donna con una mossa riconducibile a tecniche di arti marziali, facendola cadere a terra. La cinquantenne è rimasta sdraiata per alcuni minuti, apparentemente stordita, prima di riuscire a rialzarsi con l’assistenza del personale sanitario.
Accertamenti in corso delle autorità
Sul posto sono giunti i Carabinieri, che hanno ascoltato le testimonianze dei presenti per chiarire la dinamica dell’accaduto. La donna, visibilmente agitata, è stata accompagnata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Schiavonia per ulteriori accertamenti. Secondo quanto riferito dai sanitari, le sue condizioni non sarebbero gravi.
L’episodio è ora oggetto di approfondimento da parte delle autorità, che stanno valutando eventuali responsabilità in merito all’utilizzo della forza da parte del gestore. Nessuna denuncia è stata ancora formalizzata, ma la documentazione raccolta potrebbe portare a sviluppi nei prossimi giorni.
Un precedente episodio con Baby Touché
Il nome di Marco Canova era già emerso lo scorso 4 giugno, quando lo stesso gestore era stato coinvolto in un altro episodio violento. In quell’occasione, era stato aggredito dal trapper Baby Touché – al secolo Mohammed Amine Amagour – e dal fratello Moaad, dopo un diverbio scoppiato per il mancato pagamento di un supplemento sulle sdraio. I due fratelli erano stati colpiti da provvedimenti restrittivi: Daspo Willy, divieto di accesso a eventi sportivi per tre anni e foglio di via obbligatorio da Monselice per quattro anni.
Pochi giorni dopo l’aggressione, l’impianto era stato preso di mira da ignoti con un raid vandalico, tuttora senza responsabili noti.