Landini spiazza tutti: “Trump ha una strategia, non è un gesto folle”
Il segretario della Cgil analizza le politiche economiche di Trump e critica l’Europa per la mancanza di una strategia industriale.
La posizione di Landini
Durante un intervento nella trasmissione “In Onda” su La7, condotta da Luca Telese e Marianna Aprile, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha sorpreso molti con le sue parole su Donald Trump.
«Questo qui non è impazzito improvvisamente, dietro c’è una strategia ben precisa», ha dichiarato riferendosi all’attuale presidente degli Stati Uniti. Landini ha spiegato che gli USA hanno un debito pubblico elevato e la necessità di frenare le delocalizzazioni industriali. I dazi imposti da Washington risponderebbero proprio a questa logica: «Se vieni a produrre qui io non ti faccio pagare nulla. Anzi, ti do incentivi per farlo».
Secondo il leader sindacale, la Casa Bianca punta a ricostruire un solido sistema industriale interno, scoraggiando le produzioni all’estero.
La critica all’Europa
Pur senza difendere le scelte di Trump, Landini ha evidenziato come questa politica metta in luce alcune contraddizioni della sinistra italiana, storicamente schierata contro la globalizzazione e le delocalizzazioni, ma oggi critica verso l’approccio americano.
Il segretario ha ricordato che, trent’anni fa, molte aziende statunitensi avevano spostato la produzione in Cina, allora considerata un Paese da sfruttare a basso costo. «I cinesi ora sono più sviluppati degli Usa perché hanno investito», ha aggiunto Landini, sottolineando come questa scelta abbia favorito la crescita di Pechino.
Infine, ha puntato il dito contro l’Unione Europea, accusandola di non aver reagito in modo strategico: «L’Europa non solo non ha portato avanti una trattativa, ma non si è neppure posta il problema di quale strategia mettere in campo».