Vendola attacca Salvini e l’Occidente: “Italia semi-fascista e complice delle barbarie”
L’ex presidente della Regione Puglia critica il governo, la politica internazionale e il sistema giudiziario, citando il caso Ricci e le tensioni in Medio Oriente.
Nichi Vendola torna a far discutere con una serie di dichiarazioni durissime contro il governo guidato da Giorgia Meloni e, in particolare, contro il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini.
Partendo dalla notizia che la Russia ha inserito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro degli Esteri Antonio Tajani nella lista dei “russofobi”, Vendola ha parlato di una presunta doppia morale dell’Occidente:
«Gli autocrati hanno il vizio della prescrizione: oggi inseriscono Mattarella e Tajani tra i russofobi, ma non Salvini. Le opere di Salvini saranno un giorno oggetto di antropologia criminale».
Critiche sulla politica estera e sul conflitto in Medio Oriente
Vendola ha poi puntato il dito contro la gestione internazionale delle crisi e, in particolare, sulla guerra in Medio Oriente:
«A Gaza si consuma una barbarie indecente, tollerata dall’Occidente. Israele ha messo in mora il diritto internazionale, compiendo uno sterminio a Gaza e in Cisgiordania, ma le responsabilità sono anche nostre».
L’ex governatore pugliese ha citato con favore le parole del patriarca Pierbattista Pizzaballa, secondo cui «le vittime cristiane non valgono più delle altre», definendo «vergognoso» l’approccio di chi sostiene che Israele stia svolgendo «il lavoro sporco per conto nostro».
Il caso Ricci e la giustizia italiana
Vendola ha espresso solidarietà a Matteo Ricci, coinvolto in un’inchiesta giudiziaria, sottolineando la necessità di un garantismo reale:
«Conosco Ricci e non dubito della sua estraneità ai reati contestati. In Italia serve recuperare una vera cultura del garantismo, non applicata solo ai potenti».
Secondo Vendola, l’Italia rischia di scivolare verso un doppio codice giudiziario: uno per i “briganti”, sempre colpevoli, e uno per i “galantuomini”, considerati innocenti a prescindere.
“Un’Italia semi-fascista”
L’ex leader di Sel conclude con una dura accusa politica:
«Il diritto di protestare e di esprimere dissenso è oggi gravemente compromesso in un’Italia che definirei semi-fascista sotto questo governo».