Pd, Prodi contro Schlein: “Così consegna i moderati a Meloni”
Nuovo scontro interno nel Partito Democratico: l’ala riformista accusa Elly Schlein di guardare solo a sinistra e di ignorare l’elettorato moderato.
Le accuse interne alla segretaria
Dopo le tensioni sui referendum, nel Partito Democratico torna ad accendersi lo scontro sulla linea politica. Al centro delle critiche c’è la segretaria Elly Schlein, accusata dall’ala riformista di spostare il baricentro del partito troppo a sinistra, trascurando il dialogo con i moderati. La questione non è secondaria: riguarda la costruzione delle alleanze per le prossime regionali, dove i dem hanno presentato quattro candidati, i 5 Stelle due e Avs nessuno. Un equilibrio che, secondo i critici, penalizza la vocazione originaria del Pd.
Delrio e Prodi contro la linea Schlein
A lanciare l’allarme è stato Graziano Delrio: «Stiamo creando le condizioni perché Giorgia Meloni si intesti la rappresentanza di mondi a cui noi dovremmo dare risposte». Il timore dei riformisti è che l’attuale segreteria consegni all’avversaria di centrodestra spazi politici fondamentali, come già dimostrato dall’accoglienza positiva riservata alla premier durante l’assemblea della Cisl. A queste critiche si è aggiunta anche la voce di Romano Prodi, che ha gelato la segreteria con una frase netta: «La sinistra non esiste». Parole che hanno fatto rumore e che rafforzano la convinzione dei riformisti che il Pd stia smarrendo la sua funzione originaria di ponte tra progressisti e moderati.
Le prossime mosse della segretaria
L’analisi interna è severa: «Il risultato è che non siamo un ponte tra la sinistra e i moderati, com’era compito del Pd quando è nato, ma ci rifugiamo in una sola area». Una posizione che non sembra destinata a rafforzare i rapporti con il centro, dove le trattative con Carlo Calenda restano in stallo e altri progetti, come quello dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, non decollano. Neppure l’ipotesi di puntare su nuove figure giovani, come la sindaca Silvia Salis, convince i riformisti. Ora l’attenzione è puntata sulla Festa nazionale dell’Unità, dove la segretaria sarà chiamata a mandare segnali concreti di apertura. In caso contrario, lo scontro interno potrebbe riaccendersi nella prossima Direzione nazionale.