Attivista di sinistra ospita un senzatetto marocchino: lui la sfratta e cambia le serrature
Beffa in Spagna per l’attivista Estibaliz Kortazar, che dopo aver accolto un senzatetto marocchino in casa si è ritrovata sfrattata: ora vive dallo psicologo.
Dal volontariato al dramma personale
Quella che doveva essere una scelta solidale si è trasformata in un incubo per Estibaliz Kortazar, attivista del movimento di sinistra Podemos. La donna aveva deciso di ospitare nella sua abitazione un senzatetto di origine marocchina conosciuto in un’associazione di volontariato. L’uomo, 48 anni, le aveva garantito un contributo di 350 euro al mese. Ha rispettato l’impegno soltanto per il primo anno, poi ha smesso di pagare e la convivenza è precipitata.
«Uno psicopatico che mi ha rovinato la vita», ha raccontato la donna in un’intervista a 20 Minutos. Secondo il suo racconto, l’uomo non rispettava nessuna regola: lasciava sporco ovunque, portava pentole di cibo in camera, alzava la tv a tutto volume e cantava nel cuore della notte per infastidirla. Inoltre avrebbe rubato, danneggiato mobili e infine, colpo di scena, ha cambiato le serrature di casa.
Sfratto sospeso fino al 2025
La donna ha tentato di avviare la procedura di sfratto, ma la pratica è stata congelata fino al 31 dicembre 2025, lasciandola paradossalmente senza casa. «La legge protegge più gli abusivi», ha denunciato la militante, costretta a rivolgersi a uno psicologo per superare lo stress. «Anche se non mi ha fatto niente, potrebbe farlo in futuro», ha aggiunto, manifestando forte preoccupazione per la propria sicurezza.
Una vicenda che ha suscitato clamore mediatico in Spagna, non solo per la beffa personale subita da Kortazar, ma anche per le implicazioni politiche: l’attivista ha dichiarato di aver compreso sulla propria pelle gli effetti delle politiche abitative che la sua stessa area politica ha sempre sostenuto.
La petizione su Change.org
Delusa e amareggiata, Estibaliz Kortazar ha deciso di lanciare una petizione su Change.org per chiedere tempi più rapidi nelle procedure di sfratto contro quelli che definisce «ladri di case». Una svolta amara, che la vede ora schierata su posizioni ben diverse da quelle che in passato aveva difeso pubblicamente.