Italia & Dintorni

Salis rilancia: “Non i migranti ma le ferie il vero problema degli italiani”

L’eurodeputata Ilaria Salis invoca un “diritto alle vacanze per tutti”, rilanciando un tema sociale che diventa subito bersaglio di critiche e sarcasmo online.

Dal diritto all’eleganza al diritto alla villeggiatura

Dopo le battaglie sul “diritto all’eleganza” firmate Aboubakar Soumahoro, ora è Ilaria Salis a riportare il dibattito politico su binari inusuali. L’europarlamentare di Avs, con un post sui social, ha parlato del problema delle ferie negate a molti italiani a causa di stipendi bassi e precarietà. «Purtroppo in Italia, con stipendi da fame e un capitalismo straccione, sempre più persone non possono permettersi una vacanza, neanche breve, neanche in piena estate. Molte altre sono costrette a vacanze lampo, inventandosi mille stratagemmi per spendere il meno possibile e facendo molte rinunce», ha scritto l’ex insegnante, oggi seduta tra i banchi di Bruxelles.

La ricetta politica della deputata Avs

Per l’esponente della sinistra, le priorità del Paese sarebbero altre rispetto al dibattito su migranti e reddito di cittadinanza. «Quando avremo capito che i veri problemi del Paese non sono i migranti o il reddito di cittadinanza e ci uniremo nella lotta, vedrete, tutti potranno permettersi le sacrosante ferie e tutte vivremo meglio», ha aggiunto Salis. Una proposta che, tra le righe, rimette al centro due storici cavalli di battaglia della sinistra: maggiore accoglienza dei migranti e il ripristino del sostegno economico alle fasce più fragili attraverso misure simili all’ex Rdc.

Reazioni ironiche e critiche sui social

L’appello non è passato inosservato e in poche ore ha fatto il giro del web, generando una pioggia di commenti polemici e ironici. Tra gli utenti c’è chi parla di «farneticazioni della sinistra», chi invita Salis a destinare parte del suo stipendio da eurodeputata per finanziare le vacanze di alcune famiglie, e chi ironizza: «Spera che mentre sei in vacanza non ti occupino casa». Il tono sarcastico riflette lo scetticismo di molti cittadini, convinti che il richiamo al “diritto alle vacanze” rappresenti più propaganda che una proposta concreta di politica sociale.