Ilaria Salis esulta: “Occupare case vuote per i migranti può essere legittimo”
La deputata europea celebra una sentenza che riconosce lo stato di necessità: “Mai più case senza gente, mai più gente senza casa”. Dibattito politico acceso.
La sentenza che divide
La deputata europea Ilaria Salis ha accolto con entusiasmo la decisione di un giudice che ha assolto un gruppo di attivisti accusati di aver occupato una casa abbandonata per offrire rifugio a migranti senza alloggio. In un post sui social, la parlamentare ha definito il verdetto “una notizia importante”, sottolineando come il magistrato abbia riconosciuto la legittimità dell’azione in virtù dello stato di necessità. “Non c’è DL Sicurezza che tenga”, ha scritto, spiegando che la tutela della vita e della dignità umana può giustificare l’occupazione di un immobile sfitto. Secondo Salis, il riconoscimento di questo principio rappresenta un baluardo civile e politico che va difeso e rafforzato.
Lo stato di necessità e il diritto alla casa
Il provvedimento si fonda sul concetto giuridico di stato di necessità, previsto dal codice penale, che esclude la punibilità di chi commette un illecito per scongiurare un danno grave e immediato non altrimenti evitabile. In questo caso, l’urgenza di fornire un tetto ai migranti ha prevalso sull’accusa di occupazione abusiva. Per Salis, la sentenza dimostra che la legge può essere interpretata alla luce dei diritti fondamentali e delle emergenze sociali, come quella abitativa che colpisce migliaia di persone. “Mai più case senza gente, mai più gente senza casa”, ha ribadito la deputata, trasformando la vicenda giudiziaria in un messaggio politico che rilancia il tema del diritto all’abitare e della solidarietà come valori irrinunciabili.
Il dibattito politico e le reazioni
L’assoluzione degli attivisti ha acceso lo scontro politico sul delicato equilibrio tra proprietà privata e diritto alla casa, tra accoglienza e sicurezza. Secondo la linea di Ilaria Salis, il riconoscimento dello stato di necessità non equivale a legittimare ogni forma di occupazione, ma serve a tutelare le situazioni estreme che coinvolgono migranti e famiglie vulnerabili. Le sue parole hanno trovato consenso tra associazioni e movimenti che si battono per i diritti degli ultimi, ma hanno sollevato critiche da parte di chi teme che questa interpretazione della legge possa incoraggiare nuove occupazioni illegali. Il caso ha riportato con forza al centro del dibattito il tema dell’emergenza abitativa in Italia, con l’inevitabile intreccio tra politiche migratorie e sociali.