Ilaria Salis: “Rischio di tornare in carcere”. Il portavoce di Orban le invia le coordinate del carcere
Il 23 settembre la Commissione Affari giuridici discuterà la revoca dell’immunità dell’eurodeputata. Kovacs risponde con le coordinate del carcere ungherese.
Il post dell’eurodeputata
Con un messaggio su X, l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis ha annunciato che il prossimo 23 settembre la Commissione Affari giuridici del Parlamento europeo discuterà la sua immunità parlamentare, chiesta a gran voce dal governo ungherese. La decisione finale, secondo quanto anticipato, dovrebbe arrivare il 7 ottobre con il voto della plenaria a Strasburgo. “Grazie alla straordinaria mobilitazione popolare e al vostro voto ho ottenuto l’immunità, che mi ha permesso di uscire da quel maledetto pozzo ungherese fatto di soprusi e umiliazioni. Immunità senza la quale rischierei di finirci di nuovo”, ha scritto Salis, ricordando i mesi trascorsi dietro le sbarre in Ungheria. L’eurodeputata ha poi lanciato un appello: “Spero vivamente che il Parlamento scelga di non piegarsi all’autoritarismo e ai nuovi nazionalismi aggressivi alla Orban”.
La risposta di Zoltan Kovacs
Alla pubblicazione di Salis ha replicato Zoltan Kovacs, portavoce del governo ungherese guidato da Viktor Orban, ricondividendo il suo post e allegando le coordinate geografiche (47.8690° N, 18.8699° E) del carcere ungherese di Márianosztra. Un gesto che molti hanno interpretato come un chiaro riferimento a un possibile ritorno dietro le sbarre in caso di revoca dell’immunità. Un messaggio che ha acceso ulteriormente i riflettori internazionali sul caso, già seguito con attenzione dalle istituzioni europee e dalle organizzazioni per i diritti umani.
Una partita politica aperta
Nel suo post, Ilaria Salis ha rimarcato che “la partita è aperta”, ribadendo la speranza che il Parlamento europeo “sappia stare dalla parte della democrazia e dello stato di diritto che, pur con tutte le imperfezioni, resta preferibile all’assolutismo che l’estrema destra vorrebbe imporci”. Ha ringraziato i cittadini per il sostegno ricevuto e per quello che, dice, “so continuerete a darmi: la forza di andare avanti con fiducia e coraggio, e la certezza di non essere sola”. Intanto, l’intervento di Kovacs rischia di alimentare ulteriori tensioni diplomatiche tra Roma, Bruxelles e Budapest, in una vicenda che resta al centro della politica europea.