Napoli, Chiara uccisa da una statuetta: la madre incontra il Papa, “Ho litigato con Dio”
Cristina Venturi, madre di Chiara Jaconis, racconta l’incontro con Papa Leone XIV avvenuto a Roma il giorno dell’anniversario della tragica morte della figlia.
La tragedia nei Quartieri Spagnoli
Il 17 settembre dello scorso anno, nei Quartieri Spagnoli di Napoli, una tragedia senza senso ha strappato la vita a Chiara Jaconis, 30 anni, originaria di Padova. La giovane lavorava per Prada e viveva a Parigi: quel giorno stava passeggiando quando una statuetta, lanciata da un palazzo, le è caduta in testa. Dopo due giorni di agonia, la sua vita si è spenta. Per l’episodio è finita sotto inchiesta un’intera famiglia, composta da due genitori e due figli minori. A lanciare l’oggetto sarebbe stato il più piccolo, di appena 13 anni. Sulla vicenda procede un’indagine della Procura di Napoli, che ha chiesto l’archiviazione per il ragazzo perché troppo giovane per essere imputabile. I genitori restano invece indagati per omesso controllo.
Il dolore e l’incontro con Papa Leone XIV
A un anno di distanza, la madre di Chiara, Cristina Venturi, racconta come il dolore abbia cambiato la sua vita e quella della sua famiglia. “Ho sempre avuto fede, ho sempre pregato molto, ma dopo la morte di Chiara è come se avessi litigato con Dio: l’incontro con Papa Leone XIV è come una riappacificazione”. Due giorni fa la famiglia ha incontrato il Pontefice a Roma, in un appuntamento programmato da tempo ma coinciso con la ricorrenza della morte di Chiara. “Eravamo molto emozionati, papa Leone ha avuto per noi parole di speranza, ci ha capiti, custodiamo il suo messaggio nel nostro cuore. Ha riacceso in me la fede che avevo e che ha vacillato quando è morta Chiara”, ha confidato la madre. Coincidenze che, secondo lei, sono segnali della vicinanza della figlia: “Chiara c’è”.
L’inchiesta e la richiesta di giustizia
Sul fronte giudiziario, la Procura di Napoli ha chiesto l’archiviazione per il minore che avrebbe materialmente lanciato la statuetta, mentre i genitori sono indagati per non aver vigilato sui figli. “Attendiamo la risposta del giudice – ha spiegato la madre – i magistrati stanno facendo un lavoro scrupoloso”. Nessun contatto con la famiglia coinvolta: “Non hanno mai parlato, né sono scesi a soccorrere mia figlia”. Cristina Venturi, però, non parla con rabbia ma con fermezza: “Certo, se avessi davanti quei genitori chiederei loro di mettersi nei miei panni: cosa farebbero se perdessero un figlio nel modo in cui io ho perso la mia Chiara?”. E conclude: “Oggi non c’è odio, ma vogliamo giustizia, questo sì”.