Collegio d’Europa scosso dall’inchiesta, fondi e presunte irregolarità: si dimette Federica Mogherini
Le dimissioni di Federica Mogherini arrivano nel pieno dell’inchiesta su presunte irregolarità nei fondi UE per l’Accademia diplomatica, mentre proseguono gli accertamenti della Procura europea.
Il comunicato di Federica Mogherini e le dimissioni improvvise
La decisione di Federica Mogherini di lasciare la guida del Collegio d’Europa arriva dopo l’incontro con gli inquirenti della Procura europea sulla procedura di istituzione dell’Accademia diplomatica dell’Unione.
Nel suo comunicato, la ex Alto rappresentante UE per la politica estera rivendica la correttezza del lavoro svolto e conferma di aver chiarito “la propria posizione” durante l’audizione.
Sottolinea inoltre la fiducia nel sistema giudiziario, assicurando massima collaborazione alle autorità mentre l’inchiesta avanza.
Il progetto dell’Accademia diplomatica, attivo da tre anni, è al centro delle verifiche dopo un esposto dell’Olaf che ipotizza irregolarità nei finanziamenti destinati ai programmi di formazione per futuri diplomatici europei.
La struttura, finanziata con oltre 600.000 euro, è uno dei principali strumenti formativi dell’Unione e il caso ha attirato subito l’attenzione delle istituzioni.
Accuse, fermo e interrogatori: cosa contestano gli inquirenti
La Procura europea indaga su presunti illeciti nella gestione dei bandi tra il 2021 e il 2022, ipotizzando violazioni della concorrenza, frode negli appalti, conflitto di interessi e divulgazione di informazioni riservate.
Oltre a Federica Mogherini, risultano indagati Stefano Sannino, ex segretario generale del Seae, e Cesare Zegretti, dirigente del Collegio d’Europa.
Il 2 dicembre i tre sono stati fermati dalle autorità belghe e sottoposti a lunghi interrogatori protratti fino a mezzanotte, per poi essere rilasciati senza misure restrittive.
L’avvocato di Mogherini, Mariapaola Cherchi, ha riferito che il colloquio si è svolto in un clima sereno, con risposte esaustive a tutte le domande sollevate dagli investigatori.
Gli inquirenti stanno analizzando documenti, dispositivi elettronici e materiali sequestrati durante le perquisizioni nelle sedi del Collegio d’Europa a Bruges e del Seae a Bruxelles.
Le autorità belghe collaborano con la Procura europea e l’Olaf per valutare eventuali responsabilità nella gestione delle gare pubbliche.
In un quadro ancora in evoluzione, resta fermo il principio secondo cui tutti gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza dei tribunali competenti.
Sannino lascia l’incarico e l’indagine prosegue senza sviluppi immediati
Le conseguenze dell’inchiesta non toccano solo Federica Mogherini: anche Stefano Sannino ha rassegnato le dimissioni dal suo ruolo nella Commissione Europea per il Medio Oriente e il Nord Africa.
Le verifiche proseguiranno nelle prossime settimane, senza attese di sviluppi immediati, poiché la Procura europea punta a ricostruire con precisione l’iter di assegnazione dei fondi.
Gli inquirenti stanno valutando se siano avvenute interferenze nel processo di gara o condivisioni improprie di informazioni tra candidati.
La vicenda coinvolge strutture centrali nelle politiche di formazione dell’Unione e il caso resta sotto osservazione da parte delle istituzioni europee.
Nell’attesa di ulteriori elementi, il Collegio d’Europa dovrà nominare un nuovo responsabile per garantire continuità alle attività accademiche e ai programmi avviati.