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Piantedosi rivendica la linea dura: “Sgomberi, rimpatri e sicurezza senza sconti”

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi difende lo sgombero di Askatasuna, annuncia il ricorso sul rimpatrio dell’imam di Torino e rivendica risultati su ordine pubblico e sicurezza nazionale.

Askatasuna e occupazioni abusive, la linea di Piantedosi

Lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino rappresenta, secondo Matteo Piantedosi, l’applicazione lineare delle regole.

Il ministro dell’Interno spiega che tutto nasce da una perquisizione disposta dalla magistratura, durante la quale la polizia ha identificato soggetti che occupavano abusivamente i piani superiori dello stabile, dichiarati inagibili dal 2023.

Una violazione che ha portato il Comune di Torino a revocare formalmente l’accordo con il centro sociale, facendo venire meno ogni titolo legittimo per l’occupazione.

A quel punto, le forze di polizia hanno proceduto allo sgombero e alla muratura degli accessi per evitare nuove occupazioni.

Per Piantedosi, non si tratta di un caso isolato. La regola adottata dal governo è quella di intervenire entro 24 ore su ogni nuova occupazione abusiva, riducendo drasticamente il fenomeno.
Per le occupazioni storiche, invece, si procede secondo un ordine stabilito dalle prefetture su tutto il territorio nazionale.

Il ministro anticipa inoltre che verrà sgomberato anche l’immobile occupato da CasaPound, ricordando di averlo inserito personalmente nella lista degli sgomberi quando era prefetto di Roma.

Critiche della sinistra e collaborazione con i sindaci

Alle accuse delle opposizioni, Piantedosi replica con fermezza.

Non comprende, afferma, come si possa criticare uno sgombero conseguente a un provvedimento dell’autorità giudiziaria che ha fatto emergere comportamenti illeciti, se non per pura contrapposizione ideologica.

Sottolinea inoltre i ripetuti problemi di ordine pubblico causati dagli appartenenti al centro sociale nel corso di trent’anni di attività.

Quanto ai rapporti istituzionali, il ministro ribadisce l’importanza della collaborazione con i sindaci, indipendentemente dalle differenze politiche.

Con il sindaco Stefano Lo Russo, assicura, il dialogo resta aperto e costante, perché la sicurezza urbana è un obiettivo che richiede cooperazione tra istituzioni.

Imam di Torino, antiterrorismo e bilancio sulla sicurezza

Altro dossier delicato riguarda la revoca dell’espulsione dell’imam di Torino.

Matteo Piantedosi annuncia che il Ministero dell’Interno farà ricorso per ottenere il rimpatrio di un soggetto ritenuto pericoloso.

L’obiettivo dichiarato è la tutela della sicurezza dello Stato e la prevenzione di derive estremistiche.

Il ministro rivendica l’efficacia del sistema italiano di prevenzione antiterrorismo, ricordando che dall’insediamento del governo sono stati rimpatriati oltre 200 stranieri per motivi di sicurezza nazionale, quasi sempre con l’avallo dei giudici.

Indebolire questo sistema, avverte, significherebbe correre il rischio di lasciare sul territorio soggetti pericolosi.

Sul fronte dell’ordine pubblico, Piantedosi segnala un aumento della violenza durante le manifestazioni, con più arresti, denunce e feriti tra le Forze dell’ordine.

Nonostante ciò, il bilancio generale mostra un calo dei delitti, meno sbarchi e più rimpatri di irregolari.
Il ministro difende inoltre l’operato del governo sulle risorse destinate alla sicurezza, respingendo le accuse di tagli.

Infine, esprime soddisfazione per l’assoluzione di Matteo Salvini, definendolo un ottimo ministro dell’Interno, e smentisce ogni ipotesi di candidatura a sindaco di Bologna.

Rivendica infine la sua ammirazione per Alcide De Gasperi, definito un padre della Repubblica e un punto di riferimento dei valori democratici e liberali.