Dazi Usa contro l’Europa, Meloni chiama Trump: “Così si alza il livello di tensione”
A Seoul, Giorgia Meloni lavora a una de-escalation sulla Groenlandia, parlando con Donald Trump e Mark Rutte, puntando sul ruolo della Nato.
La giornata a Seoul e il fronte Groenlandia
Dopo la visita al Seoul National Cemetery per rendere omaggio ai caduti della Guerra di Corea, Giorgia Meloni ha dedicato gran parte della giornata alla crisi diplomatica legata alla Groenlandia, diventata un punto di frizione crescente tra Stati Uniti ed Europa.
La premier, in attesa del bilaterale con il presidente coreano Lee Jae-Myung alla Blue House, ha avviato una serie di contatti telefonici con diversi leader internazionali.
Tra le conversazioni più rilevanti, quelle con Donald Trump e con Mark Rutte, segretario generale della Nato.
L’obiettivo dichiarato è evitare un’ulteriore escalation dopo l’annuncio americano di possibili dazi al 10% contro i Paesi europei che hanno deciso di inviare militari in Groenlandia, tra cui Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia.
Per la presidente del Consiglio, la questione resta politica e va affrontata sul piano del dialogo.
Il confronto con Trump e il ruolo della Nato
Nel corso di un punto stampa al Lotte Hotel di Seoul, Giorgia Meloni ha spiegato di aver espresso direttamente a Donald Trump la propria contrarietà all’ipotesi dei dazi:
“La previsione di un aumento di dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza della Groenlandia è un errore e non la condivido”. La premier ha chiarito di aver manifestato le sue perplessità e di lavorare per “riprendere il dialogo ed evitare un’escalation”.
Parallelamente, il colloquio con Mark Rutte ha confermato, secondo Meloni, che la Nato sta iniziando a strutturare un lavoro comune sulla sicurezza dell’Artico.
La presidente del Consiglio ha riconosciuto l’attenzione americana verso una zona strategica come la Groenlandia, sottolineando però che l’invio di truppe europee non è rivolto contro gli Stati Uniti, ma mira a prevenire ingerenze di attori ostili.
Le prossime mosse diplomatiche e Gaza
Nel corso della giornata, dopo l’incontro con gli imprenditori italiani a Seoul, sono state programmate ulteriori call con leader europei.
Giorgia Meloni ha definito la crisi come un problema di “comprensione e comunicazione”, ribadendo l’importanza di mantenere aperti i canali di confronto.
Alla domanda su un possibile coinvolgimento diretto dell’Italia in Groenlandia, la premier ha frenato, spiegando che è prematuro parlare di impegni sul campo mentre è in corso il tentativo di abbassare la tensione.
Sul piano politico interno, Meloni ha escluso attriti con la Lega sulla linea adottata, nonostante le posizioni espresse da Matteo Salvini. Infine, nel colloquio con Donald Trump, è stata formalizzata la partecipazione dell’Italia al Board of peace per la ricostruzione e riorganizzazione della Striscia di Gaza.
“L’Italia può giocare un ruolo di primo piano”, ha affermato la presidente del Consiglio, confermando la disponibilità a contribuire al piano di pace.