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Fedez contro Travaglio e Il Fatto: “Una porcheria infondata, questo non è giornalismo”

Durissima replica di Fedez a Il Fatto Quotidiano e Marco Travaglio: smentito ogni ruolo sul referendum giustizia, accuse di clickbait e ricostruzioni definite “fantasia travestita da informazione”.

La smentita secca di Fedez sull’ipotesi referendum

È uno scontro frontale quello esploso tra Fedez e Il Fatto Quotidiano, dopo la pubblicazione di un articolo che indicava il rapper come possibile testimonial del comitato per il “Sì” al referendum sulla giustizia. Una ricostruzione che l’artista ha respinto senza mezzi termini, definendola “una porcheria totalmente infondata”.
Nel mirino finisce anche Marco Travaglio, direttore del quotidiano, accusato implicitamente di avallare un metodo giornalistico che, secondo Fedez, punta più al clamore che alla verifica dei fatti. La replica è arrivata attraverso una raffica di interventi sui social e nel Pulp Podcast, dove il cantante ha chiarito di non avere alcun ruolo né contatto con il comitato referendario.

“Racconti di fantasia travestiti da giornalismo”

Fedez ha ricostruito pubblicamente l’origine della vicenda, spiegando di essere stato contattato in modo insistente da un cronista. “Eccomi qui a dover rendere conto dell’ennesimo racconto di fantasia travestito da giornalismo”, ha esordito.
Secondo quanto riferito dall’artista, il giornalista avrebbe cercato di ottenere una presa di posizione sul referendum. “Gli faccio notare che chiamare con così tanta insistenza non è cosa a me gradita e che se mai volessi esprimermi sul tema lo farei attraverso i miei canali. Fine della conversazione”, ha raccontato.
Il giorno successivo, però, sul quotidiano diretto da Marco Travaglio compare l’articolo dal titolo “Il Comitato del Sì cerca influencer: ora punta a Fedez”. Una pubblicazione che il rapper definisce apertamente un’operazione di clickbait.

Le accuse al Fatto Quotidiano e l’affondo finale

Nel suo intervento, Fedez ha contestato duramente anche il contenuto dell’articolo, accusando Il Fatto Quotidiano di aver insinuato un suo presunto ingaggio da parte del governo guidato da Giorgia Meloni, senza alcun riscontro concreto. “Ovviamente senza nessuna prova giornalistica, ma con un mio virgolettato che lascia quasi intendere che abbia qualcosa da nascondere. Follia pura”, ha dichiarato.
A sostegno della propria posizione, il rapper ha ricordato come nel suo podcast siano stati ospitati esclusivamente sostenitori del “No” al referendum, citando figure come Gherardo Colombo e Nicola Gratteri.
La presa di posizione si chiude con un attacco diretto al metodo utilizzato dal quotidiano: secondo Fedez, non un errore isolato, ma l’ennesimo esempio di una narrazione costruita per alimentare sospetti e polemiche. Uno scontro che riaccende il dibattito sul confine tra informazione, opinione e spettacolarizzazione del conflitto mediatico.