Il parroco commenta la morte del ladro e scatena la bufera: “Una buona notizia, serva da insegnamento”
Il parroco di Ravanusa e Campobello di Licata, don Marco Damanti, commenta la morte del rapinatore di Lonate Pozzolo e scatena polemiche per parole giudicate “inermi ma sincere”.
“Una buona notizia”: la frase che accende la bufera
Una frase pubblicata sui social, poche parole, e la polemica esplode. Don Marco Damanti, parroco di Ravanusa e Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, ha commentato la morte del ladro sinti Adamo Massa, deceduto dopo essere stato ferito durante una rapina a Lonate Pozzolo, a oltre 1.500 chilometri di distanza dalla sua parrocchia.
Il sacerdote ha parlato inizialmente di una “bella notizia”, poi corretta in “buona notizia”, aggiungendo: “Mi spiace per chi ha perso la vita. Che possa servire da insegnamento”.
Parole che hanno immediatamente acceso lo scontro sui social, dove molti utenti hanno espresso indignazione, ritenendo inaccettabile un simile commento da parte di un uomo di Chiesa.
Le critiche: “Un prete dovrebbe solo invitare a pregare”
Tra le reazioni più dure, quella di chi ha accusato don Marco Damanti di aver tradito il proprio ruolo. “Faccio veramente fatica a credere che questo post sia di un uomo di Chiesa che, davanti a un fatto di questo tipo, dovrebbe invitarci tutti a pregare per la vittima e per il ragazzo”, ha scritto un utente.
Le parole del parroco sono state lette da alcuni come una giustificazione implicita della violenza, da altri come una mancanza di compassione verso chi ha perso la vita.
Una lettura che ha trasformato il post in un caso nazionale, rilanciato e discusso ben oltre l’ambito locale.
La replica del parroco: “Preghiera sì, ma anche responsabilità”
Di fronte alla bufera, don Marco Damanti ha chiarito il senso delle sue parole.
“Sottolineo che questi fatti creano sempre dolore”, ha spiegato, ribadendo che la morte di una persona resta comunque una tragedia.
Ma il parroco ha voluto aggiungere un elemento che ritiene spesso ignorato nel dibattito pubblico: il valore della casa.
“Sappiamo che la casa è tutto per una persona e trovarsi dentro dei ladri non è una bella cosa”, ha affermato, raccontando di conoscere persone che, dopo aver subito un furto, hanno perso la serenità per mesi anche solo vedendo la propria abitazione stravolta.
Secondo don Marco Damanti, il ruolo di un sacerdote non si esaurisce nell’invito alla preghiera. “Un prete invita sempre alla preghiera”, ha detto, “ma anche all’azione di essere cittadini onesti”.
Una posizione che rivendica il diritto di ricordare il valore delle regole e della responsabilità personale, anche a costo di suscitare reazioni forti.
Le sue parole continuano a dividere: per alcuni una provocazione inaccettabile, per altri una voce fuori dal coro che ha osato dire ciò che molti pensano ma pochi dichiarano apertamente.
