San Vito di Cadore, bambino di 11 anni sbaglia biglietto dell’autobus: costretto a scendere e a percorrere sei chilometri al buio e sotto la neve
Un bambino di 11 anni costretto a scendere dall’autobus per un biglietto non valido percorre sei chilometri sotto la neve tra San Vito di Cadore e Vodo di Cadore, nel Bellunese.
Il bimbo di 11 anni fatto scendere dal bus nel Bellunese
La vicenda risale al pomeriggio di martedì 27 gennaio e si è verificata lungo la statale 51 Alemagna, nel territorio del Bellunese. Un bambino di 11 anni, studente della scuola media di San Vito di Cadore e residente a Vodo di Cadore, dopo il rientro scolastico pomeridiano si è diretto alla fermata dell’autobus insieme a due compagni.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, il primo mezzo in transito non si sarebbe fermato. I ragazzi sono quindi saliti sull’autobus successivo della linea 30 Calalzo-Cortina, partito intorno alle 16.40. Una volta a bordo, il minore ha mostrato all’autista il biglietto in suo possesso, un titolo di viaggio da 2,50 euro acquistato a inizio anno scolastico dalla madre.
Il biglietto non valido e la decisione dell’autista
Da pochi giorni, sulla tratta Calalzo-Cortina, era entrata in vigore una nuova tariffa: un biglietto unico da 10 euro, valido indipendentemente dalla distanza percorsa. Il titolo può essere acquistato esclusivamente tramite applicazione, piattaforma digitale o pagamento elettronico a bordo.
Il bambino non era in grado di acquistare il nuovo biglietto. Secondo il racconto dei familiari, l’autista avrebbe quindi invitato il minore a scendere dall’autobus. Il ragazzo avrebbe anche chiesto la restituzione del biglietto appena timbrato, senza ottenerla. Rimasto solo, dopo aver salutato i compagni, ha iniziato il percorso verso casa a piedi.
Sei chilometri sotto la neve e la denuncia della famiglia
Il tragitto tra San Vito di Cadore e Vodo di Cadore è lungo circa sei chilometri. Il bambino lo ha percorso interamente a piedi, in condizioni climatiche difficili, con neve, buio in arrivo e temperature intorno ai meno tre gradi.
Una volta rientrato a casa, il minore ha raccontato l’accaduto alla madre, che lo avrebbe trovato in evidente stato di affaticamento. La nonna, Chiara Balbinot, avvocato di Padova, ha confermato la presentazione di una querela per abbandono di minore, spiegando: “Abbiamo presentato denuncia e il bambino è rientrato a casa in condizioni di forte disagio fisico, tanto che sta ancora male”.
La famiglia ha inoltre inviato una segnalazione formale alla società Dolomiti Bus. Nel contatto con il servizio clienti, sarebbe stato chiarito che agli autisti non è consentito accettare denaro contante. La tariffa fissa da 10 euro è stata introdotta in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Sulla vicenda ora è chiamata a fare luce la magistratura, che dovrà accertare eventuali responsabilità.