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Aggressioni agli agenti, Meloni alza il tono: “Chi colpisce così vuole uccidere”

Giorgia Meloni visita gli agenti feriti a Torino dopo gli scontri pro-Askatasuna, definisce l’aggressione tentato omicidio e annuncia una riunione urgente sul decreto sicurezza.

La visita di Giorgia Meloni all’ospedale Le Molinette di Torino

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata ieri mattina, domenica 1 febbraio, all’Ospedale Le Molinette per portare la solidarietà del governo a due agenti rimasti feriti negli scontri avvenuti durante il corteo pro-Askatasuna. La visita è arrivata all’indomani delle immagini che hanno scosso il Paese, legate al brutale pestaggio di Alessandro Calista, 29 anni, colpito con calci al volto e martellate da un gruppo di manifestanti incappucciati.

Il premier ha affidato a un lungo messaggio su Instagram il resoconto della visita e una presa di posizione durissima su quanto accaduto. “Questa mattina sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti”, ha scritto Meloni.

“Martelli, molotov e bombe carta”: il racconto degli scontri

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha descritto nel dettaglio la violenza degli attacchi subiti dagli agenti. “Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. Erano lì per farci fuori, ha detto un agente”.

Parole che collocano gli scontri ben oltre il perimetro di una manifestazione. Secondo Meloni, quanto accaduto rappresenta un salto di qualità nella violenza contro le forze dell’ordine e impone una risposta netta da parte delle istituzioni. Le immagini e le testimonianze, ha sottolineato, mostrano un’azione organizzata e consapevole delle conseguenze, con strumenti offensivi idonei a causare lesioni gravissime.

La linea del governo: “È tentato omicidio, servono risposte ferme”

Il passaggio più duro del messaggio riguarda la qualificazione giuridica degli episodi. “Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio”.

Meloni ha quindi chiamato in causa la magistratura, chiedendo che gli episodi vengano valutati “per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo”. Nel messaggio, il premier ha evidenziato un doppio standard: “Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati”, avvertendo che senza la tutela di chi garantisce la sicurezza “non esiste lo Stato di diritto”.

Sul fronte politico, la presidente del Consiglio ha annunciato una riunione urgente per il giorno successivo: “Ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”.