Agenti feriti ad Askatasuna, bufera su una consigliera di sinistra, “Dopo qualche ora neanche un graffio”
Due agenti feriti negli scontri di Askatasuna finiscono nel mirino politico. Dopo la visita di Giorgia Meloni, ironie e accuse sui social scatenano una dura reazione istituzionale.
Agenti feriti e visita di Giorgia Meloni all’ospedale
Su un letto d’ospedale, con la divisa operativa ancora sporca di sangue e gli anfibi ai piedi. Così si sono mostrati due agenti della Squadra Mobile di Padova, rimasti feriti negli scontri legati all’area di Askatasuna, quando Giorgia Meloni si è recata all’ospedale delle Molinette di Torino per far loro visita.
Immagini che hanno immediatamente fatto il giro dei social e che, invece di suscitare solidarietà unanime, hanno innescato una serie di attacchi provenienti dall’area della sinistra radicale.
I due agenti sono stati accusati di mentire, di fingere le ferite perché “non hanno nemmeno un livido nonostante le martellate”, di partecipare a una presunta sceneggiata mediatica per via del collare cervicale o per il fatto di indossare ancora pantaloni e anfibi sul letto d’ospedale.
Critiche che ignorano un dato elementare: i due poliziotti erano arrivati a Torino da poche ore, direttamente da Padova, con addosso solo la divisa operativa.
Non avevano alternative per presentarsi in modo decoroso davanti al presidente del Consiglio. Finché simili accuse restano confinate ai social, per quanto violente, restano sul piano dell’insulto.
La questione cambia quando a usare quel linguaggio è un rappresentante delle istituzioni.
Le ironie social della consigliera Flavia Gaudiano
A far esplodere il caso è stato l’intervento di Flavia Gaudiano, consigliera comunale di Rivalta, che dai propri profili social ha utilizzato toni sarcastici ed emoji per commentare le immagini dei due agenti feriti.
Secondo Gaudiano, “dopo qualche ora li rimandiamo a casa come nuovi”, aggiungendo che “è proprio vero che Torino ha ospedali eccelsi. Insomma vi trovo bene per aver subito un tentato omicidio”.
La consigliera ha poi rincarato la dose sostenendo che “entri che ti hanno pestato a sangue e dopo qualche ora esci senza neanche un graffio”, arrivando persino a ironizzare sull’uso del collare cervicale:
“Però Agente il collare lo metta sotto il mento non sulla bocca, perché messo così non serve a chi ha subito un colpo di frusta. Consiglio né, poi faccia cosa vuole”.
Commenti che hanno suscitato sdegno trasversale, soprattutto perché provenienti da chi ricopre un ruolo istituzionale. Al di là delle polemiche, viene sottolineato che il collare mostrato in ospedale non è quello ortopedico definitivo, ma un presidio temporaneo utilizzato in fase di pronto soccorso.
La reazione politica e la richiesta di dimissioni
Le dichiarazioni di Flavia Gaudiano sono state definite “gravissime” da Andrea Cerutti, consigliere regionale della Lega, che ha chiesto pubblicamente scuse e dimissioni.
“Pubblicare la foto dei servitori dello Stato ironizzando sulle dimissioni dall’ospedale non è soltanto cattivo gusto, ma un atto grave che non vorremmo mai vedere da parte di chi opera nelle istituzioni a tutti i livelli”, ha dichiarato Cerutti, ricordando che Gaudiano è candidata a sostegno del sindaco di centrosinistra Sergio Muro.