Scandicci, gita in Irlanda negata al prof cieco: “Conta la disabilità, non la persona”
Il docente Jacopo Lilli, insegnante non vedente a Scandicci, escluso dalla gita in Irlanda. La scuola parla di vigilanza, lui denuncia un limite imposto alla disabilità.
Jacopo Lilli escluso dalla gita in Irlanda
Il caso riguarda Jacopo Lilli, 40 anni, docente di inglese non vedente dell’istituto Russell-Newton di Scandicci, escluso dal viaggio di istruzione a Dublino in programma nelle prossime settimane. L’insegnante avrebbe dovuto accompagnare la propria classe, una Terza V con cui lavora stabilmente dal 2021 e che da mesi sta preparando uno stage linguistico in Irlanda.
La decisione della dirigenza scolastica di non inserirlo tra gli accompagnatori ha aperto un confronto sul confine tra tutela organizzativa e inclusione reale. Secondo quanto comunicato dalla scuola, l’esclusione sarebbe motivata da ragioni legate alla vigilanza degli studenti e alla responsabilità amministrativa durante un soggiorno all’estero di sette giorni.
Le parole del docente e il tema della disabilità
Jacopo Lilli contesta apertamente la scelta, sostenendo che la sua disabilità sia stata anteposta alle competenze professionali. “Sono stato depennato perché, in quanto docente non vedente, non avrei potuto vigilare sui miei ragazzi. Il messaggio sbagliato è quello di legare le competenze di un professionista alla sua disabilità, mettendo la disabilità davanti alla persona”.
L’insegnante sottolinea di essersi proposto dopo un’attenta valutazione, spiegando di conoscere bene il gruppo classe, le dinamiche interne e le esigenze organizzative di un viaggio di questo tipo. La richiesta, riferisce, era sostenuta anche dagli studenti. “Ho fatto bene i conti. Se mi sono offerto è perché credo di avere le competenze per farlo”.
Pur dichiarando di comprendere la prudenza della dirigenza, Lilli ritiene inaccettabile che questa prudenza si traduca in un’esclusione automatica basata sulla disabilità.
La posizione della scuola di Scandicci
La dirigenza dell’istituto Russell-Newton respinge l’idea che la decisione rappresenti una valutazione negativa sulla persona o sulla professionalità del docente. La preside Anna Maria Addabbo richiama la normativa e le responsabilità dell’istituzione scolastica. “Nel caso di un viaggio di sette giorni all’estero, la normativa e la prudenza amministrativa impongono una valutazione rafforzata delle condizioni organizzative e dei costi, che non possono essere ignorati”.
Secondo la dirigente, la scelta non riguarderebbe Jacopo Lilli come individuo, ma la responsabilità della scuola nei confronti degli studenti e delle famiglie, oltre all’obbligo di rispettare procedure formali e coperture normative.
Per il docente, tuttavia, il nodo resta più ampio della singola gita. “Inclusione e integrazione possono essere scatole piene o scatole vuote. Se vogliamo riempirle, dobbiamo sapere che non sono concetti gratuiti: richiedono responsabilità, sostegno e anche la disponibilità ad assumersi dei rischi”.