Andria, prenota una risonanza per la figlia e gli danno una data nel 2028
Padre prova a prenotare un esame all’ospedale di Andria e scopre la prima data disponibile tra quattro anni. Il caso riaccende il dibattito sulla sanità.
Scoppia la polemica ad Andria dopo una prenotazione sanitaria che ha lasciato incredulo un padre: per una risonanza magnetica richiesta per la figlia, la prima disponibilità indicata dal Centro unico prenotazioni è il 21 dicembre 2028. Un episodio che sta facendo discutere e che riporta al centro dell’attenzione il problema delle liste d’attesa nella sanità pubblica.
Il protagonista della vicenda è Ciro Sirabella, cittadino pugliese che si è recato al CUP dell’ospedale Bonomo di Andria per fissare una risonanza al bacino senza mezzo di contrasto. La risposta ricevuta ha trasformato una semplice richiesta medica in un caso simbolo delle difficoltà del sistema.
Il caso di Andria e la data shock
Quando l’operatore ha comunicato la prima data utile, la reazione è stata immediata. “Mi sono messo a ridere davanti all’impiegato del CUP”, ha raccontato Ciro Sirabella ai microfoni di Telenorba. “Era una risata di nervosismo”.
La sorpresa è stata ancora maggiore quando l’uomo ha provato a prenotare un secondo esame, una risonanza alle anche: in questo caso non risultava alcuna disponibilità.
La situazione appare ancora più paradossale perché proprio un anno fa, all’ospedale Bonomo di Andria, era stata inaugurata una nuova apparecchiatura di ultima generazione, presentata come uno strumento per velocizzare le prestazioni diagnostiche.
“Abbiamo delle macchine per la risonanza all’avanguardia ma continuiamo ad affrontare lungaggini assurde”, ha sottolineato il cittadino.
Liste d’attesa e richieste di soluzioni
Di fronte a tempi così lunghi, il padre ha proposto di ampliare l’offerta delle prestazioni introducendo esami anche nei fine settimana, con turni il sabato e la domenica per aumentare le disponibilità.
Il caso di Andria si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intero Servizio sanitario nazionale, dove le liste d’attesa rappresentano una delle principali criticità e costringono spesso i cittadini a rivolgersi al settore privato per ottenere esami in tempi più brevi.
La richiesta di prestazioni diagnostiche continua infatti a superare la capacità organizzativa delle strutture pubbliche, soprattutto per gli esami ad alta domanda come le risonanze magnetiche.
La posizione della Asl e il piano straordinario
Dall’Azienda sanitaria della Asl Bat spiegano che le liste restano sempre aperte e vengono aggiornate progressivamente quando si liberano nuove disponibilità, consentendo di anticipare gli appuntamenti in base alle priorità cliniche.
Il sistema rientra in un piano straordinario regionale per il recupero delle prestazioni arretrate. Il presidente della Regione Antonio Decaro ha spiegato che il personale sanitario sta effettuando turni aggiuntivi per garantire gli esami ai pazienti con priorità urgente o breve.
Secondo i dati regionali, sono già state anticipate oltre 6mila visite per i casi più urgenti, mentre restano più lunghi i tempi per le prestazioni programmabili.
La prenotazione fissata al 2028 resta però uno dei casi più eclatanti che continuano ad alimentare il dibattito pubblico sulle difficoltà organizzative e sui tempi di accesso agli esami nella sanità pubblica.