Prodi provoca la Meloni, “Serve una madre, non un cugino rabbioso”, la Premier “Brindo alla mia salute”
Scontro a distanza tra Romano Prodi e Giorgia Meloni durante l’ultima puntata di Otto e Mezzo, il talk di La7 condotto da Lilli Gruber, nel pieno del dibattito sulla riforma della giustizia.
Il contesto: riforma e richiamo di Mattarella
I giorni sono segnati da un confronto acceso sul referendum. Al plenum del Csm, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato “il ruolo di rilievo costituzionale del Csm e soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte di altre istituzioni nei confronti di questa istituzione”.
In studio, la Gruber ha chiesto a Prodi un commento sulla presidente del Consiglio, che sostiene il Sì al referendum e con la quale in passato non sono mancati attriti.
“Il Paese ha bisogno di un padre o di una madre”
Prodi ha ricordato un precedente attacco, quando definì Meloni “troppo obbediente a Trump”.
“Il Paese ha bisogno di un padre o di una madre, non ha bisogno di un cugino rabbioso”.
La conduttrice ha replicato citando lo slogan identitario della premier: “Eccola, Giorgia Meloni, ‘sono una madre, sono una cristiana…’”.
Prodi ha insistito:
“Una cosa è dirlo, una cosa è presentarti in televisione attaccando. Perché io in questo momento ho un certo ascolto politico? Perché mi ha attaccato in modo incredibile, mentre stavo cuocendo il minestrone in cucina…”.
“L’obbedienza è cieca, pronta e assoluta”
La Gruber ha ricordato l’episodio: “Lei ha detto ‘Giorgia Meloni è troppo obbediente a Trump’, quindi la presidente del Consiglio si è arrabbiata”.
Prodi ha ribadito:
“Lei si è arrabbiata, però l’obbedienza è cieca, pronta e assoluta”.
Alla domanda se confermasse il giudizio, l’ex premier ha risposto:
“Beh basti vedere con la Palestina, con gli altri temi no? Con il Board of peace…”.
Non è mancato il ricordo della replica di Meloni ad Atreju nel 2024, quando la premier rispose:
“Quando ho letto gli improperi isterici che Romano Prodi mi lancia da giorni, ho aperto una bottiglia del mio vino migliore e ho brindato alla mia salute. Ogni patriota deve essere fiero di avere gli improperi di Romano Prodi, siamo ancora dalla parte giusta della storia. Uno che ha svenduto l’IRI, ci ha fatto entrare nell’euro come sappiamo e ha aiutato in modo determinante la Cina di obbedienza se ne intende”.
Il confronto tra i due resta uno dei duelli politici più simbolici di questa fase, sullo sfondo del referendum e delle tensioni tra governo e magistratura.