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Sea Watch risarcita con 76mila euro, Meloni e Salvini contro i giudici, “Premiata la disobbedienza”

Il tribunale di Palermo condanna lo Stato a risarcire Sea Watch. Meloni: “Decisione surreale”. Salvini: “Un premio a chi ha violato la legge”.

La sentenza del tribunale di Palermo

Il tribunale di Palermo ha stabilito che lo Stato italiano dovrà risarcire con 76mila euro l’Ong Sea Watch per il fermo ritenuto illegittimo della nave Sea Watch 3, avvenuto tra ottobre e dicembre 2019.

Il caso risale al giugno di quell’anno, quando la comandante Carola Rackete forzò il blocco navale disposto dalle autorità italiane per consentire lo sbarco a Lampedusa di 42 migranti soccorsi in mare.

Secondo quanto comunicato dalla stessa Ong, il risarcimento riguarda le spese patrimoniali documentate durante il periodo di sequestro dell’imbarcazione.

Sea Watch ha commentato la decisione affermando: “Mentre il governo Meloni annuncia il ‘blocco navale’ e attacca le Ong del soccorso in mare, il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile”.

La reazione di Giorgia Meloni

Durissima la replica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha pubblicato un video sui propri canali social.

“Non più tardi di ieri ho commentato la surreale decisione della magistratura di condannare il Ministero degli Interni a risarcire con i soldi degli italiani un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle. Una notizia vergognosa ma che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi”.

Meloni ha poi richiamato il caso Rackete: “Vi ricordate Carola Rackete, che nel 2019 speronò una motovedetta della Guardia di Finanza per portare con la nave che comandava degli immigrati irregolari in Italia? Non solo all’epoca Rackete è stata assolta perché, secondo alcuni magistrati, è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell’immigrazione illegale di massa, ma oggi i giudici prendono un’altra decisione che lascia letteralmente senza parole”.

La premier ha quindi aggiunto: “Hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76 mila euro, sempre degli italiani, la ONG proprietaria della nave capitanata da Rackete perché, dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari, l’imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta sotto sequestro”.

Nel video, Meloni ha posto due interrogativi: “Ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge? (…) Qual è il messaggio che si sta cercando di far passare con questa lunga serie di decisioni oggettivamente assurde?”.

La presidente del Consiglio ha concluso ribadendo la linea dell’esecutivo: “Noi siamo particolarmente ostinati e continueremo e faremo del nostro meglio per rispettare la parola che abbiamo dato agli italiani, per far rispettare le regole e le leggi dello Stato italiano e faremo tutto quello che serve per difendere in particolare i confini e la sicurezza dei cittadini”.

L’attacco di Matteo Salvini

Sulla stessa linea il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

“Un vero e proprio premio per aver forzato un divieto del governo, speronando una motovedetta della Guardia di Finanza pur di entrare in porto con i clandestini. È la decisione, incredibile, di un tribunale”.

Salvini ha poi collegato la sentenza al referendum sulla giustizia: “Il 22-23 marzo voterò SÌ al referendum per cambiare questa in(Giustizia) che non funziona”.

La decisione del tribunale di Palermo riapre così il confronto politico tra governo e magistratura, in un momento già segnato dal dibattito sulle riforme della giustizia e sulle politiche migratorie.