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Referendum, Capezzone avverte la Meloni: “Il rischio è compattare il Pd che oggi è diviso”

Daniele Capezzone invita Meloni a evitare lo scontro frontale sul referendum: “Bisogna disarticolare gli avversari, non compattarli”.

“In un referendum si dividono gli avversari”

Daniele Capezzone individua quello che definisce un nodo strategico nella campagna per il referendum sulla giustizia.

“È un punto di fondo che mi pare sia ben presente a Giorgia Meloni, e purtroppo un po’ meno ad altri nel centrodestra: in generale nella politica, e in particolare in un referendum, si tratta di disarticolare gli avversari, non di compattarli”.

Secondo Capezzone, la riforma della giustizia sarebbe condivisibile anche per alcune figure di area progressista, ma queste personalità verrebbero già sottoposte a forti pressioni interne.

“La riforma della giustizia è sacrosanta: ed esisterebbero (ahimé, non tutte coraggiose) anche personalità di sinistra disposte a sostenerla. Tuttavia, quelle figure sono già oggetto di un meccanismo intimidatorio a casa loro, con le guardie rosse schleiniane (nel Pd) e della sinistra mediatica pronte a isolarle e bullizzarle”.

Il riferimento a Gratteri e Mattarella

Capezzone invita il centrodestra a non cadere nella dinamica del “muro contro muro”, schema che a suo giudizio favorirebbe la sinistra.

“Da questa parte si tratterebbe di incoraggiarle e aiutarle attraverso un racconto che non faciliti la creazione di un ‘muro contro muro’, che è lo schema preferito di una sinistra disperata”.

Nel suo intervento cita anche il procuratore Nicola Gratteri, suggerendo di lasciarlo “da solo” nelle sue dichiarazioni.

“C’è l’opportunità politica di sminare questa logica, di lasciare da soli i Gratteri della situazione a fare i ‘bombaroli’ con dichiarazioni-autogol, senza cadere a propria volta in trappoloni e trappolette”.

Capezzone richiama poi le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al plenum del Csm, invitando a non reagire in modo impulsivo.

“Può magari dispiacere – retrospettivamente – il fatto che il Capo dello Stato non abbia sentito per molti anni l’esigenza di un’intemerata del genere nei numerosi e ripetuti casi in cui gli scandali svelarono il mercato delle vacche e i ‘metodi’ selvaggi delle correnti al Csm”.

“Niente falli di reazione, raccontiamo la cattiva giustizia”

Secondo Capezzone, la strategia dovrebbe essere diversa.

“Queste sono ragioni di più, da qui al 22 marzo, per non commettere falli di reazione: pensiamo invece a spiegare la riforma, e soprattutto a raccontare storie di cattiva giustizia”.

La conclusione è affidata alla fiducia nell’elettorato: “I cittadini capiranno e voteranno Sì”.

Le dichiarazioni si inseriscono nel clima acceso che precede il referendum, con il centrodestra chiamato a calibrare toni e messaggi in un confronto politico che si annuncia ancora più serrato nelle prossime settimane.